Alessandra
CARNEVALI
ORVIETO (TR) -
e-mail: alessandracarnevali@tin.it
nata nel 1960
1978 : Maturità Classica - Votazione: 55/60
1985 : LAUREA IN LINGUE E LETTERATURE STRANIERE
1989 - 1992 : TELE ORVIETO 39
S.r.l. (Emittente
Televisiva Locale di Orvieto) con mansioni di Capo
Redazione - Speaker ed Intervistatrice
Brevi esperienze anche come speaker radiofonica
per emittenti locali
Nel 1996 frequenta il corso autori di testi presso il Centro Europeo di
Toscolano , diretto da Mogol, conseguendo il diploma ed iniziando a scrivere
per interpreti di musica leggera.
Ha infatti collaborato con Mario Lavezzi al primo disco di Leda Battisti.
Ha scritto per diversi giovani artisti emergenti e per “glorie" della musica italiana , come
Mino Reitano e Christian.....
Con la canzone "Il gioco del silenzio" scritta con Alessandro Melone
ha vinto il premio della Stampa all'edizione 2000 del festival "Inedito
per Maria" diretto da Eugenio Bennato.
Ha partecipato , in veste di autrice, all’ edizione 2002 del Festival di
Sanremo con il brano All¹infinito eseguito da Andrea Febo, per il quale ha
scritto anche tutti i testi dell’album di esordio “Invece mio fratello lavora”
pubblicato da BMG Ricordi lo scorso marzo.
Scrive anche racconti e poesie.
nuove poesie edite il 2/12/'04
Corrispondenza elettronica tra poeti
Non
riesco a dormire. pensami.
Ti
penso
Se
scendi in paese prendiamo il caffè
Sembrerà
acqua piovana
Paragonato
al vestito dell'anima
(2004)
I
tuffatori
Prima cosa
tenere il respiro
seconda
socchiudere gli occhi
lasciando che l’aria
veloce
si spacchi
diventi da vento risacca
Per prime
le dita
avranno esperienza
dell’acqua.
(2004)
Sognare
Coperte
di vento
Di
nuovo la notte ha un sapore
è
affine
diverso
splendore
mi
accende
divento
colore nel buio
il
cuore sospende il suo lutto.
E’
tutto.
(1995)
Poesie pubblicate il 18\3\’03
che stronza
ho buttato nell'aria la vita
non ha rimbalzato
è finita
nel fosso
è sparita in un attimo rosso
che stronza
ho amato l'amore sul prato
ma non è arrivato
l'amore che lascia il suo segno
l'amore sognato
che stronza
ho dato parole al silenzio
le sole parole che avevo nel cuore
ed ora che è forte il dolore
non posso parlare
che stronza
contratto il mio pezzo di pane
e lo pago con l'anima spiccia
ho fame e il fornaio mi odia
ho fame
lo sente anche un cane
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Una giornata di quelle che pensi
Di essere come portata dal vento
Il cuore contento
Che a un tratto rimpiange di piangere tanto
Una giornata di quelle col sole
Soltanto guardarti è capire il mio amore
Che solo a momenti coincide col tuo
Eppure mi basta
Un giornata che odora di festa
E la testa è leggera leggera
Come quando si esce di sera
A guardare la vita
ogni tanto
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Mi ronza
Assolutamente fastidioso intorno
Il silenzio
Piatta la calma dei vetri alle finestre
Sulla rotta di una tovaglia stesa
Bianco il soffitto
Taglia le frequenze ondulate del pensiero
E
Non ho voglia di uscire
Fuori
Sinceramente
Piove