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Bassano del Grappa (VI).
Nato nel 78, compensa un senso di smarrimento viaggiando e scrivendo poesie.
Ci invia quattro poesie davvero molto belle, che pubblichiamo il 17/7/02
L'asfittico stare dei tigli
intrisi d'asfalto
ravvedo nell'aria
l'eco di nubi
sfuocate
cascare l'arbusto
sorregger
l'inganno del tempo sfatare
Ed io
giovenca stranita
mi sdraio in poesia
terra rossiccia in
pagine d'ocra
rintocchi di mandrie
macchiate in levata
dormicchio
m'invischio cosė
rubare ricordi č il
mio stare
La stanza informe
losco vociare
nel vortice il gioco
marasma e gli echi
son forse
mezz'afoni al dunque
infranto dal gemere
in gracchi dei gufi
fuliggine il cielo
rifugio nel dove dei
grigi richiami
io ermetico assento
nei microrespiri
dell'essere sordo
E affido la mente che bianca
al vento beffardo
tra refoli chiede
del come di tale colore
l'immensa natura č
ritratta
E insacco nel verde
insenarsi del cielo
un casato e il
cortile le mura di brama di luce
e pallide ali al trottare
lo sfogo dei faggi e cos'altro
un sole cos'altro
Un tutto sovrasto ancestrale
tra strider di pietra
l'immensa postura intagliata nel tempo
di crepe i sentore di dei
girotondo di ali
in circolo
filtrano
lingue di cera
in ombre si
sciolgono
nel fondersi ai
passi
non provo a scappare
č pių un fingere inerzia
il respingere l'affioro del vuoto
agire
in un gesto recluso
il suo tocco
continuo ed ignoro