Fabio Sabbi
due
poesie pubblicate il 9/4/'03
"Signora, Signora",
c'č questa litania
nei monumenti bianchi della cura,
e sono lunghi i corridoi
come ogni stagione di ogni vita
che lė dentro freme
senza che nessuno lo sappia.
Che le venga in aiuto chiama "Signora"
la vecchia che muore, "Signora",
e la signora arriva
la prende dietro al collo
e la solleva,
con la voce vezzosa dei bambini
le parla, e quasi la sbeffeggia,
la vecchia sa di non poter chieder altro,
se non volesse solo un cuscino
chi la degnerebbe,
allora si ristringe
e gl'occhi li fa dolci quasi a ringraziare;
l'altra signora, la Morte,
forse fa anche meno paura
di quegl'occhi senza luce
di quelle vite inascoltate
dalla voce tenue.
Io non dormo,
in quei corridoi, ci passo ancora, tutti i giorni,
e tutte le notti
mi sveglia quella voce
che vorrei accorrere e non posso,
"Signora".
Ti getto su un foglio
09/10/2000
Ho almeno la fortuna
di poterti gettare su un foglio,
altrimenti io sarei
su uno scoglio;
ti sei appropriata della mia stanchezza
del mio sudore,
hai trovato il mio odore,
io, entrato nelle tue paludi umide,
uscito da me per il tuo passaggio
rifugiato nei sogni che mi hai preso
e cosė vuoto di essi
da non trovare altrove
altro, che paure,
io, ti consumo e ti distruggo su un foglio,
č l'unico modo per liberarmi di te,
e per salvarmi la vita.