Nato a
Genova nel 1966
“Sono laureato in
Scienze dell’Educazione e la mia formazione è ad indirizzo psicoanalitico, nei
miei scritti infatti, siano essi poesie o saggi (ma soprattutto nei secondi)
emerge chiaramente l’utilizzo che io faccio della disciplina psicoanalitica
quale chiave di lettura dell’esistente e stimolo al lavoro sul proprio
profondo- Non è un utilizzo clinico in senso stretto ma un tentativo di “riagganciare”
un qualcosa che col tempo è stato messo in secondo
piano, forse a seguito dell’abbaglio procurato dal mito scientista. Intendo
riferirmi alle relazioni umane, le quali, quando sono realmente tali,
possiedono una incommensurabile forza terapeutica.
Così mi sto adoperando in una riflessione intellettuale e in una pratica
pedagogico-educativa che vede di buon occhio uno stretto legame tra pedagogia,
psicoanalisi, e certo non ultima la poesia e la buona letteratura.”
Immagino te e non so perché,
non so se sei donna o
uomo,
compagna ideale o amico del
cuore,
non so da dove vieni
né dove stai andando.
tu possa immaginare me.
FIGLIO DI IERI
Se ci fossi stato tu,
a sorreggere il mio
pianto,
a condividere i miei
sorrisi;
se ci fossi stato tu
sarebbero stati solo giochi
d’estate
nell’orizzonte del mio
essere uomo.
Ma non ce la faceste,
tu e il tuo enorme
cuore.
così che io potessi rinascere.
nella tua dolce, giovane
vecchiaia;
ora che io sono qui
a sorreggere pianti,
a condividere sorrisi,
così che possano essere
giochi d’estate
negli orizzonti di chi
oggi
é ucciso per amore.
Tu,
incerta nel tuo dire,
memore del buio profondo,
da lì riemergesti
così da poterci
illuminare.
Semplicità e potenza
della vita che avanza.
Musica colorata le tue parole,
limpidi di sole i tuoi occhi,
brividi sulla pelle di chi ti
ascolta.
Giovane bocciolo ti
rapì
la notte,
fiore sbocciato ti restituì
in un alba di sole.
Non saranno le nubi
ad oscurare il tuo
fiorire,
non saranno i silenzi a
confondere le tue parole.
Una mano leggera
sosterrà il tuo volo,
un cielo azzurro
accoglierà il tuo esplodere di
luce
che forte e disarmante
ci doni
ad ogni sorriso.
da questo lungo sonno
felice,
confuteremo le vecchie credenze,
sbaglieremo senza paura.
La finta guerra fra i mondi
non potrà più trarci in
inganno,
le pretese abbasseranno
la voce
e le grasse risate
squarceranno il loro fragile nido.
Ci sveglieremo
e forse ci sarà il
sole,
come in quelle mattine
dove una nonna
cantava in cucina.
Forse ci sarà la neve
e potremo restare a
letto ancora un po'.
Ci sveglieremo
e gli anni passeranno,
per condurci attraverso
strade tortuose,
vagamente colorate di suoni,
un giorno su di un
tavolo da lavoro
a scrivere in versi
i giorni di allora.