Andrea Vignolo

Nato a Genova nel 1966

 

“Sono laureato in Scienze dell’Educazione e la mia formazione è ad indirizzo psicoanalitico, nei miei scritti infatti, siano essi poesie o saggi (ma soprattutto nei secondi) emerge chiaramente l’utilizzo che io faccio della disciplina psicoanalitica quale chiave di lettura dell’esistente e stimolo al lavoro sul proprio profondo- Non è un utilizzo clinico in senso stretto ma un tentativo di “riagganciare” un qualcosa che col tempo è stato messo in secondo piano, forse a seguito dell’abbaglio procurato dal mito scientista. Intendo riferirmi alle relazioni umane, le quali, quando sono realmente tali, possiedono una incommensurabile forza terapeutica. Così mi sto adoperando in una riflessione intellettuale e in una pratica pedagogico-educativa che vede di buon occhio uno stretto legame tra pedagogia, psicoanalisi, e certo non ultima la poesia e la buona letteratura.

 

 

 

 

 

IMMAGINANDO TE

 

 

 

Immagino te e non so perché,

non so se sei donna o uomo,

compagna ideale o amico del cuore,

non so da dove vieni

dove stai andando.

Spero però che se esisti davvero

tu possa immaginare me.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FIGLIO DI IERI

 

 

 

Se ci fossi stato tu,

a sorreggere il mio pianto,

a condividere i miei sorrisi;

se ci fossi stato tu

sarebbero stati solo giochi d’estate

nell’orizzonte del mio essere uomo.

Ma non ce la faceste,

tu e il tuo enorme cuore.

Grazie per avermi ucciso

così che io potessi rinascere.

Grazie per esserci ora

nella tua dolce, giovane vecchiaia;

ora che io sono qui

a sorreggere pianti,

a condividere sorrisi,

così che possano essere

giochi d’estate

negli orizzonti di chi

oggi

é ucciso per amore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FIOR DI LOTO

 

 

Tu,

incerta nel tuo dire,

memore del buio profondo,

da lì riemergesti

così da poterci illuminare.

Semplicità e potenza

della vita che avanza.

Musica colorata le tue parole,

limpidi di sole i tuoi occhi,

brividi sulla pelle di chi ti ascolta.

Giovane bocciolo ti rapì la notte,

fiore sbocciato ti restituì

in un alba di sole.

Non saranno le nubi

ad oscurare il tuo fiorire,

non saranno i silenzi a

confondere le tue parole.

Una mano leggera

sosterrà il tuo volo,

un cielo azzurro

accoglierà il tuo esplodere di luce

che forte e disarmante

ci doni

ad ogni sorriso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ORA E ALLORA

 

 

 

Ci sveglieremo

da questo lungo sonno felice,

confuteremo le vecchie credenze,

sbaglieremo senza paura.

La finta guerra fra i mondi

non potrà più trarci in inganno,

le pretese abbasseranno la voce

e le grasse risate

squarceranno il loro fragile nido.

Ci sveglieremo

e forse ci sarà il sole,

come in quelle mattine

dove una nonna

cantava in cucina.

Forse ci sarà la neve

e potremo restare a letto ancora un po'.

Ci sveglieremo

e gli anni passeranno,

per condurci attraverso strade tortuose,

vagamente colorate di suoni,

un giorno su di un tavolo da lavoro

a scrivere in versi

i giorni di allora.