Antonella Frison

                                                                                   

 

Un angelo

 

 

Se io fossi un angelo

poserei le mie ali

sul tuo cammino,

attenderei l’aurora

per colorare la tua anima

e nel buio della notte

illuminerei i tuoi pensieri.

Veglierei ogni istante

sulle tue debolezze

e fortificherei quella fragilità

che domina le tue incomprensibili azioni.

Se io fossi un angelo

asporterei dal tuo volto

quello sguardo

che ti rende inerte

ad esprimere benevolenza.

Ti darei un cuore nuovo

insaziabile d’amore e di passione

per volare oltre il tempo….

che meta non ha,

nell’azzurro cristallino,

nello spirito di Dio.

Se io fossi un angelo…

 

 

 

 

Realtà

Entraste gioiosi e festevoli

circondati da sontuose pareti

e tavoli imbanditi di ogni delizia.

Sedeste a quel tavolo

che sembrava invitarvi

ad allietare una gelida serata.

Gli occhi si posarono

sul dispendioso menu

ed il cuore palpitò

a tale ingiusta, incomprensibile realtà.

Pure il servizio

pareva infastidito,

ironizzando sulle misere alternative,

incluso il sarcastico invito ad andarsene.

L’entusiasmo ed il fervore si dimisero

cedendo il seggio alla delusione.

Alzatisi,

i ragazzi volsero l’ultimo sguardo

e silenziosamente scomparvero.

Era stato un sogno!

L’illusione di poter assaporare

un attimo di magnificenza.

A te o Signore, elevo l’umiltà

in questa misera realtà!  

                                                                    

 

Novembre

Triste è il paesaggio

offuscato da una leggera acquerugiola

che accompagna

il mio quieto cammino,

intravedo umide fronde

diramarsi alla volta del cielo,

alberi stanchi e multiformi

che alti e solenni si ergono.

Giungo al riposo dei nonni,

una gelida tomba

che strazia i ricordi migliori,

malinconia di nuovo riaffiori.

Profondo silenzio

esilio terreno

che stringe il mio cuore

e palpita ancora lontano….

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                               Dolce ricordo

Da lontano giungevi,

innamorato della tua giovinezza

e fra i biondi capelli

intravedevo un sorriso….

che mai scorderò.

Rinnovavi la mia vita,

uno sprazzo di gioia

dimenticata in un vecchio cassetto.

Sentivo l tuo cuore

abbracciare i miei sogni

e ad ogni tuo bacio

s’innanzava al cielo l’anima mia….

Quante stelle hanno cantato

e illuminato il nostro amore!!!

Dolce ricordo

di  tempi lontani

che lasciano segni

ed un vuoto profondo….

 

 

 

 

 

 

 

                                                                 Credevo

Credevo che la notte                                                             trasportandomi alla foce della felicità,

attorniasse il giorno,                                                             per tanto….per poco….per quanto?  

che l’estate dipingesse l’inverno                                         

che la rondine emigrasse                                                      Credevo….e mi illudevo.

verso il calore dell’amore.

Credevo che l’ardore                                         

spegnesse la sete di fallacia,

che il sentimento

annullasse la relatività

accompagnato dalla ponderatezza.

Credevo alle tue melliflue parole

circuite da venusti decori

che inondavano i miei pensieri   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NOTTE D’AUTUNNO

 

 

E’ una notte piovosa d’autunno

monotona, affascinante,

m’inoltro in remoti pensieri,

nostalgia abbracciami.

Dal fondo di quest’angoscia

s’agita l’anima mia

e il vento taciturno

soffia sulle mie ferite

che ancora aperte sono.

L’amore è gioia

L’amore è morte.

Ascolto il sibilo di questa vita

che mi tiene sospesa

ad un amore incomprensibile

e vorrei volare altrove

per sostare….

dove il tempo non illude.

 

 

                                                      

 

 

                                                              NATURA  DIVINA

 

Cielo

immenso e meraviglioso

questa sera parlo a te

mi abbracci a distanza

ma ti sento così vicino.

Stelle

amiche e nemiche della luce

del tempo, delle tenebre

vi osservo così innumerevoli,

difficile è calcolarvi.

Luna

splendente e silenziosa

cambi forma

come una donna il vestito

come un bambino il sorriso.

Cielo

stupenda creatura di Dio

quanti segreti racchiudi

quanti sguardi

si sono innalzati a te.

 

….quante preghiere e speranze

hai ispirato…. oh cielo.

                                                                                                                 Antonella Frison   

 

                                                                   REALTA’

 

Entraste gioiosi e festevoli

circondati da sontuose pareti

e tavoli imbanditi di ogni delizia.

Sedeste a quel tavolo

che sembrava invitarvi

ad allietare una gelida serata.

Gli occhi si posarono

sul dispendioso menu

ed il cuore palpitò

a tale ingiusta, incomprensibile realtà.

Pure il servizio

pareva infastidito,

ironizzando sulle misere alternative,

incluso il sarcastico invito ad andarsene.

L’entusiasmo ed il fervore si dimisero

cedendo il seggio alla delusione.

Alzatisi,

i ragazzi volsero l’ultimo sguardo

e silenziosamente scomparvero.

Era stato un sogno!

L’illusione di poter assaporare

un attimo di magnificenza.

 

A te o Signore, elevo l’umiltà

in  questa misera realtà

 

                                                              E’  NOTTE

E’ notte

il silenzio bussa alla mia porta

non ha colore

non ha sapore

non ha parole

non ha confini….

Varca la soglia

dell’anima mia,

s’inoltra con padronanza

in cupi pensieri.

Ascolto il suo respiro

che stanco pare

e nell’oscurità….

m’illumino di pace

che solo la notte

può regalare!

Silenzio….

dolce primavera

melodia della vita mia.    

                                                                                                         Antonella Frison

                                                  LA VITA, UN SOFFIO DI VENTO

 

 

 

Sento il tempo sfiorarmi velocemente

come un fiore che si apre alla rugiada

ed appassisce al levarsi del tramonto.

Così trascorre la mia vita

utile od inutile

non ha importanza,

mi passa accanto e se ne va.

Un uomo stanco

è seduto davanti ad una chiesa

ed una piccola ciotola

attende un misero pasto.

Un uomo scolpito dal tempo

cheto e romito,

vive di speranze o di libertà?

Così trascorre la sua vita

utile od inutile

non ha importanza,

gli passa accanto e se ne va.

Un bambino nasce, cresce

e la vita lo accompagna

con sguardo affannoso

sulle cime più alte

ammantate di bianchi sogni irreali

………….anche lui se ne va.