Andrea Stefano Bonnin
Nato a Torino il 22/03/1977
Laureando in Storia e critica d’arte alla Facoltà di lettere moderne di Torino.
Ha pubblicato alcune poesie su fanzine locali o universitarie.
selezionato per il percorso editoriale "Distributore automatico di poesie
e micro-racconti" dall'Osservatorio Letterario di Torino.
1999: secondo posto premio di poesia Inves di Palermo
2000: Primo premio al concorso internazionale di poesia di Genova con la composizione ?Hong Kong
Finalista nel concorso di Bergamo Gruppo Fara
Selezionato per una pubblicazione di a Settimo Torinese Poesia Vagabonda
2001: inserito nell’Agenda poetica 2001 edita da Lietocollelibri
finalista concorso di poesia di Ceprano, pubblicazione di una silloge di poesie
Ha incominciato a scrivere il uso primo romanzo, e sta completando una raccolta di poesie in forma di racconto e di micro-racconti.
Una raccolta di poesie davvero bella, che riconferma elevato il livello delle opere pubblicate sul sito
29\11\’02
Quaderno settembre 2001- febbraio 2002
1.
Con il mare
La notte sopra
Con una conchiglia
A cui chiedere memorie
Mi sei apparsa
E sulle tue labbra
Ho visto il lampo
***
2.
Più in là con il tempo
il velo si sgretolerà in mille pezzi.
Distante riposa la divinità,
noi soli, nella fortezza dei pazzi.
Attenti al risveglio
Acerbo gusto di limone
Oggi ti scriverò, fratello di tanti coprifuoco
Ho una visione adesso occidentale
-Tu danzi
io canto la pace
-Io danzo
tu canti la pace
(Avessi potuto almeno scegliere la strada, avessi potuto almeno avere un paio di scarpe per camminare… )
3.
Dove il cielo si è aperto
Per abbracciare
il corpo di un poeta
Come porto sepolto
Sospeso
come l’infimo verso
Perché pretendere un attimo in più
Là, dove il tempo
ha riso e sentimento
Risento una voce: sei tu Ungà?
***
4.
Tra le mie dita
Peccati di pietra dura
Sulla schiuma spuma
Bianco vestito
Dalla mia riva
Matita di pelle scura
Amata da un vortice
Premessa di un invito
Così come sei
Non ha nessun confine...
...la fuga
***
5.
Rivivi ora a Venezia
tra i compagni che si scoprono
e il mondo rutilante delle mascherate
Mi era bastato un martini
e ti indicai, amico di sempre,
il ballo mio preferito
Mi scopri adesso
passato per una notte,
sceso dal letto dopo una stagione…
***
6.
Dietro carte di riso
Le tue linee
Talchi e spezie
Il sapore dei corpi
E giardini di pietra
Con tracce di ombre e
Rimmel
Lacrime- incendi-lacrime
L’ultima notte dell’ultimo ryotei
La chiave nella toppa
Tutte le porte si chiusero
***
7.
Cosa dovrei dire di queste mani
Di questa terra immensa e senza inverno
Di questo catino arrugginito
Di voi condannati a morte
Di noi glorificati nel mio nome
Dove dovrei porgere la mia schiena
Per 47 frustate?
Per questo strano modo di invocare
La salvezza
Datemi la punta che trafigge il costato
Datemi una salvezza
***
8.
(Angelus)
Riposa moglie
Fermati sudore
Unitevi mie mani
Mani grosse e solcate
di terra e di concime
È la preghiera
Sottove preghiera
Di umili cose
come pioggia e sole
dietro un velo perlato
Suonate campane
Non abbiamo orizzonte
Ma occhi per guardare il cuore
E Dio questo lo sa
***
9.
Questa sera immensa
Immersa con cura
In nuvole di madreperla.
Zanzare satelliti di una pazzia retrò,
e tu, segreto tra le mani,
percepivi il ritornello:
-100% del mio cuore
fior da fiore scegliendo…
Fragiliamo noi sui petti nudi
aspettando l’aurora quiete del giorno
***
10.
Confesso:
Ho bevuto dalla sorgente
di un medioevo alla deriva
Nel tuo cerchio ho combattuto ragazzo
e perso da vecchio
Avevo polveri nere
e le ho chiuse
a pugno
Tanto da nasconderti
il fascino
di un viaggio
Ed ora ti invito (come altri già hanno fatto)
oltre i cieli
possibili
Ad accarezzare parti inviolate
Dove i miracoli ancora
si possono fare
Dove i miracoli a farli
sarai solo tu
***
11.
messaggio
AVEC UNE MONDAINEDE LA PLACE PIGALLEMON AMI’ LEOA FAIT SES 400 COUPS...--------MANCA SOLO LA TUA VOCEA QUESTA CORDA TESALA PROSSIMA CAREZZA CHE VERRA’SARA’ SUL CUORESOTTO UNA MAGLIETTA A RIGHE...
12.
La luna di Harar
Ha le labbra di sabbia segnate
Ora il mio cuore è tornato a illuminarsi
Sono qui, su di me, dolori e carezze di madre
Su un velluto bordeaux
Ormai sporco di Africa
Questo inchiostro scadente
Che non ha peli sulla lingua
Un’altro io
Chi è tornato a prendermi?
Lontana la luce di un dio qualsiasi
Lontano da te ,Isabelle, come tutto si ammala
Ma perché
Perché attraversiamo questo mare
Questa notte sarò a casa…
***
13.
Avevo un mantello
in cui avvolgerti
Avevo un occhio verde per te
ed uno blu per il mondo
Avevo un violino
per le tue notti stellate
Avevo braccia forti
per non lasciarti scappare
***
14
Chiedere al tempo un segreto sulla bocca
Accettare speranze e coltelli
Mille fuochi mille piroette
Io ho una tasca piena di parole
Lancio poesie in aria
Lontano qualche stella ascolta
Aspetto i tuoi capelli da contare
***
15.
Parigi inventata dal basso
Parigi squarciata dal metrò
Parigi fiume in piena
Parigi caldo giardino
Parigi ruota sul mondo
Parigi atelier di tabacco
Parigi suonata da un flauto
Parigi innamorata
Parigi d'inverno
Parigi bozzetto sulla Senna
Parigi amore rincorso alle Tuileries
Parigi balcone di brioche
Parigi tempo di maggio
Parigi in mezzo agli uomini
Parigi amata/odiata
ti porta via
ti ama e ti odia
Parigi scusa le banalità
Parigi scusami
ma voleva parlare di lei
***
16.
Ad ogni passo un paradiso
Perché tanta gioia riservata a noi?
Stanotte le stelle ti rubano il sorriso
Due cantanti stonati come noi
***
17.
“mi ricordo ora
di averti sognata.”
Camminavi al mio fianco
Con in mano una baguette
E due ali sulla schiena.
***
18.
il tramonto
il tuo corpo
il tuo letto
un uomo
finalmente
***
19.
Leggevi in cinese
L’ultimo racconto
Ti chiesi un’ autografo
Uno sguardo di comunione sotto lenti viola
Non fu difficile uscire da Mantova
Non ero nessuno
Ma qualcuno mi disse:
“ Tu hai suicidato la vita delle cose belle!”
o qualcosa del genere.
Eppure non avevano letto le mie ultime poesie
Ed io viaggiavo ormai sull’autostrada per Torino.
***
Lagrimas de oro
Sul mondo
Quanti messaggi
Nella polvere di una cometa