Bruno Finardi
.......nato a Cuneo nel '72, abito da 10 anni in brianza.
leggo, scrivo, suono batteria e chitarra in gruppi rock e folk-liscio, faccio teatro e giocoleria. studio scienze delll'educazione e faccio l'educatore.
Tradito dalla fretta
Non cerco altro che
Un unico pensiero
Con cui poter convivere
Un lacerante crampo
Attanaglia i nervi
Sento
Non so
O non saprei come poter dire, indirizzare, trovare un qualunque espediente per poter nascondere ciò che è lì, vivo affiorante metallo lucente.
E rimango comunque fermo sul mio piedistallo.
Andate bevete siate felici
Un paradiso in terra oggi c’è
L’ho trovato riflesso nel mio specchio appannato del bagno.
E mi osserva con malcelata ironia.
Una doccia rigenera.
L’acqua scorre e fortifica
E
Non sazia s’allontana
Io rimango come animale ristorato
Ma non voglio terminare ora
Desidererei che l’acqua non scenda, rimanga
E lentamente mi ricopra
E io possa affondare e lasciarmi trasportare
Nel mare in una tranquillità troppo spesso interrotta bruscamente…
Vaga e traslucida
Appari
E le nebbie diradano.
Le linee del volto
Da indefinite a definite
E mi si illuminano le pupille.
Giunge la consapevolezza.
E non so non esser stupito.
Piccolo raggio di sole
Scappato dal cielo
Illumina piccoli i granelli
Mia polvere che lascio
Come impronte del cammino
Nella vita.
Affinché guardandomi indietro
I miei passi possano
Essere ancora visibili.
Strati di nuvole dense
Lasciano occhieggiare monetine di sole.
Per accedere al tesoro
È necessario innalzarsi
Oltre la coltre.
È arduo il percorso ma fattibile…
Allontanarsi dalla realtà, solo per un momento necessario;
Solo per osservare il mondo in pace.