DANIELA  ADAMO

 

E-mail: dani-caffe@libero.it

 

è nata a Napoli e la sua città è impressa in lei, come un tatuaggio indelebile! Ha visto la luce nel 1968, sotto il segno della Vergine e le caratteristiche di questo segno – onestà, concretezza, rigidità, dolcezza, acutezza, realismo, tranquillità, spirito di osservazione, pignoleria, perfezionismo, freddezza (spesso solo apparente), altruismo, fedeltà, sarcasmo e durezza (se offesa, ferita o tradita) - tratteggiano alla perfezione il suo carattere… che definire complesso è forse poco!

E’ Giornalista Pubblicista ed è diplomata in Ragioneria.

Tutto ciò che è creativo ed artistico è per lei motivo di interesse e passione, ma il suo più grande amore è… SCRIVERE! Ha iniziato da ragazzina e non ha smesso più…

Ha scritto vari testi per canzoni, una decina di racconti, circa 400  poesie e un romanzo, intitolato “Di realtà e fantasia”.

Il suo scritto parla d’amore (in senso lato) – l’argomento che preferisce perché è ciò che è più importante nella vita -, di affetti familiari, di amicizia, di problematiche sociali, della sua città, di vita...

 

 

 

 

 

POESIE:

 

 

 

LA  NOSTALGIA

 

Infilo il coltello

nella nostalgia

e la divido a piccoli pezzi.

Ne assaggio

poca alla volta

così da non finirla mai.

Non riesco a mangiarla tutta

e a rimanerne senza.

 

(13/5/2004)

 

 

LE RAGAZZE

 

Le ragazze

che

a grandi passi

camminano

nelle fredde ore del mattino…

Le ragazze

che

occhi stanchi e

piedi affossati in scarpe informi,

corrono nella nebbia

verso il dovere quotidiano…

Le ragazze

che

cantano

e si stringono le mani

per la paura del domani…

Le ragazze

che

alle 13

dividono un panino

e i sogni per domani…

Le ragazze

che

al sabato sera

diventano donne

e poi, domani,

forse mamme…

Le ragazze

domani

canteranno dei figli.

 

(23/1/2004)

 

 

CARCERATO

 

Mondo in bianco e nero.

Polvere tra i denti.

Aria fritta.

Soffitti ingrigiti.

Fame d’amore.

Realtà scomposta.

Pagine di vita

annotate

su stampa di ieri.

Pochi passi,

guardato a vista,

in un quadrato d’asfalto.

E solo

un giorno ogni sette

vedi un volto amato,

ascolti una parola

di speranza.

La tua libertà

è oltre,

è domani,

se domani ci sarà.

Non sei una scheggia,

non puoi volare,

sei carcerato.

 

(3/10/1995)

LUI NON E’ PIU’ QUI

 

All’alba

d’un mattino d’estate,

quando un vento forte

porta via

l’unico pilastro

del tuo essere viva

e tutto diventa impalpabile…

tutto irreale…

Ti chiedi

ma non ti rispondi,

copiose lacrime

ti riempiono le labbra.

E tu, sola…

Ti fai male,

ti prendi a schiaffi.

Sei viva, ma sola…

Che fare, che ne sarà…

Non puoi risponderti,

non puoi pensare.

Ora il tuo domani

è un punto indefinito.

Non più speranza,

non più sogni…

Sai solo quel che non avrai.

Il resto è relativo…

Lui non è più qui.

 

 

ROBERTO

 

Una storia diversa,

un amore diverso.

Per Gianna provava affetto,

per Sonia simpatia,

per Marianna una vera amicizia.

Per nessuna provava amore.

Non aveva mai assaporato

la dolcezza dell’amore.

Roberto amava Cristo,

Cristo era con lui

ma era troppo lontano.

Roberto amava Luca

ma Luca faceva parte

di un altro pianeta.

Roberto si risvegliò di colpo

da un sogno

accarezzato troppo a lungo.

Vide il suo futuro

in tanti piccoli flashes in bianco e nero,

tanta solidarietà,

tanto amore di mamma,

tante buone parole,

tanto compatimento.

Troppo poco per costruire una vita.

Solo con Cristo

avrebbe potuto dare un senso

alla sua esistenza sbagliata.

A Cristo si donò,

in un freddo attimo di lucidità.

 

(8/6/1994)

 

 

SVEVA

 

Sveva guardava il mare

Sveva guardava oltre,

guardava la linea indefinita

ove il cristallo del cielo

e il corallo del mare

si sposano

e danno vita

a quella perla di luce infinita.

E sognava,

sognava figure impossibili…

Seduta sulla gelida

sabbia invernale,

bagnata da poche gocce ghiacciate

che le spaccavano l’anima,

Sveva

fissava il suo pensiero

in quel che fu,

nel non più possibile;

rivedeva le sue pagine rosa

tra gocce di lacrime e pioggia

che la riportavano sulla sabbia.

Destò il suo sguardo

d’improvviso,

una briciola di cane

faceva feste nel suo grembo!

Spostò il suo sguardo

nella placida distesa azzurra,

un piccolo pescatore

tornava a riva

col suo carico di fatica.

Si voltò di scatto sul lato,

il palloncino d’un cucciolo d’uomo

la colpì.

Sveva sorrise.

Non era più sola,

la perla di luce era lì,

la vita era con lei.

Sveva non guardava più il mare,

non guardava più oltre…

 

(23/1/2004)

 

 

VECCHI  TEMPI  MIEI

 

Vecchi tempi…

Vecchi tempi andati…

Vecchi tempi miei…

Sepolti tra pagine rosa,

vivi in fondo al mio cuore.

Vecchia gente…

Vecchia gente tra tracce di ricordi…

Vecchie facce ingiallite…

Cancellate dal presente

quanto presenti in me.

Un momento

ed è vita di ieri.

Un salto

ed è il vuoto di oggi.

Rimpianto…

Sofferenza…

No…

Tenerezza…

Commozione.

Vecchi tempi miei,

dove siete?

Vecchia gente mia,

come stai?

 

(23/06/1996)

 

UNA VOCE

 

 

E’ da troppo tempo

che una voce

manca all’appello.

Si è unita

al gruppo degli assenti,

che riempiono

la mia vita.

 

(18/5/2004)

 

 

NAPOLI  CHE  SI  SVEGLIA

 

La sfogliata calda

di  Scaturchio”;

la prima copia

del “Mattino”;

tu che, al rischiarare,

raggiungi il mare

per il pesce quotidiano;

tu che, all’angolo di via Roma,

posizioni il tuo banchetto

e, clandestinamente,

ti guadagni il pane;

tu che, cartella in spalla,

raggiungi i tuoi compagni

e, insieme,

andate in quella scuola

che vi formerà alla vita;

tu, piccolo uomo,

che raggiungi il tuo boss

per imparare

la via più rapida

alla carriera di camorrista;

le strade del centro

che diventano

un pullulare di auto e suoni;

il cielo

che non dimentica

di colorarsi d’azzurro.

Napoli si sveglia

e inizia una nuova giornata.

 

(12/4/1995)

 

 

IL  GIORNO  NON  ARRIVA  MAI

 

Miraggi di felicità…

Sogni rincorsi a cruda pelle.

Attimi di stelle lontane.

Stagioni di forte maestrale.

Fame di carne su carne.

Corpo sfibrato d’emozione.

Follìe assenti.

Pazzìe inesistenti.

Orizzonte chiuso ad albori di letizia.

Notte che rincorre notte.

Il giorno non arriva mai…

 

(17/10/1995)

 

 

GRANDE  INCUBO

 

Sogno

Ragazzo

Infatuazione

Uomo

Amore

Estasi

Grande Incubo

 

(25/03/1996)

 

 

DUE LACRIME

 

Due lacrime

a sbavarmi

il trucco appena fatto.

Due lacrime

per un film già vissuto…

due lacrime

lunghe un anno…

due lacrime

per un momento desiderato…

oh’ quanto!

Due lacrime

che m’annebbiano la vista,

m’offuscano la mente,

mi stringono il cuore.

Due lacrime

che sono pianto

…è lui qui.

 

(3/8/1996)

 

 

AMORE CRUDELE

 

Mi ha rubato la bocca,

mi ha posseduta,

ha voluto tutto di me

ma i sospiri, no…

l’anima non mi ha chiesto.

Voleva una donna

per far risorgere

l’uomo che era in lui,

sepolto insieme alla sua compagna

in un remoto passato.

Umiliata io, tanto,

ma felice sì, come mai.

La bestia che amavo

mi aveva fatta sua.

 

(24/6/1994)

 

 

VITA DI MAMMA

 

Guardo il suo viso

e vedo il tempo andato...

Tracce di polvere

sul suo lento andare

Macchie di penna

sul suo viso spento

Squarci di sole

nei suoi occhi vivi,

nei suoi occhi in cerca

di mille perchè,

di mille speranze.

Vita di mamma,

di mamma mia adorata

Vita riflessa

nei miei occhi tristi.

Troppo poco

per una vita,

una vita

che non vuol fermarsi

al nostro bivio,

regalarci un sentimento.

E il tempo va...

Il tempo,

un soffio di poesia

che si posa sull'argento.

 

 

ODIO – AMORE

 

Se lui non dovrà mai

essere mio,

fa', Signore,

che possa arrivare

ad odiarlo.

Solo così, forse,

potrò più non amarlo.

Ma per odiarlo...

Signore...

devi farmi impazzire!

 

(30/6/1995)