DAVIDE ANGELO SALVATORE
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davideangelo.salvatore@aliceposta.it
Davide Angelo Salvatore è nato in provincia di Pescara nel 1984 e vive a Torre de’ Passeri. Studia Scienze della Comunicazione ed ha il culto per i poeti maledetti.
Ha pubblicato le raccolte di poesie “Sospiri dell’inquietudine” (Prospettiva Editrice, 2002) e “Parole sfumate” (Edizioni Il Foglio, 2003), tra breve uscirà la sua nuova raccolta “Immagine destrutturata”.
Ha partecipato a varie antologie poetiche, tra le quali “L’Amore” edita dalle Edizioni Il Foglio, “Navigando nelle Parole” delle Edizioni Il Filo e “I Nuovi Poeti” della Prospettiva Editrice. Suoi testi sono apparsi sulle riviste letterarie Prospektiva, Artisti in scena, Il Laboratorio del Segnalibro, Il Foglio Letterario, Il Filo.
E’ stato segnalato in vari concorsi nazionali.
OFELIA
Un
cielo stellato sopra il tuo corpo disteso
ad
osservare l’ultimo fremito di vita,
la
luna che piange lontano dal sole,
lui
che insegue disperatamente da sempre,
ma
non sa che domani verrà a cercarla.
La
calda corrente ondeggia i tuoi capelli
immersi
fluidamente nelle sue acque trasparenti,
trascina
via i tuoi sogni in chissà quali bellissimi posti;
c’è
un salice che piange toccando la tua fronte
e
ti mormora nelle orecchie chissà quale nome.
Ofelia,
ti ha reso troppo fragile la tua innocenza!
Una
musica che scala dolcemente cullando le orecchie
e
il suono di un flauto mobile che si allontana danzando,
e
il tuo sguardo che riesce a penetrare il cielo.
Ofelia
stringe le mani al seno e strizza forte gli occhi,
soffoca
un grido che le nasce da dentro e vola
verso
i lontani mari sprizzati di colori chiari.
LEI
VEGLIA IL SONNO
Lei
veglia il sonno
dall’apparire
immobile.
Fioriscono
nella notte
rose
dai petali azzurri
che
si uniscono in cerchio
danzandole
intorno.
C’è
un gufo curioso
appollaiato
su un ramo coperto,
verdeggia
insonne
osservando
con occhi indolenti.
La
luna ravviva le ombre
lasciando
trasparire la notte,
gocce
di pioggia serica
si
adagiano sui suoi capelli, stanche,
e
le attraversano le gote bianche.
Gocce
di smeraldo
abortite
da un cielo d’avorio
si
frantumano a terra
in
scintille purpuree.
Lo
sguardo perso
verso
un paesaggio cristallizzato
in
un’insostenibile scena
di
piacere disteso.
Viaggia
lontano la mente
e
gli occhi distillano le immagini
imprigionandole
in sensazioni indescrivibili,
è
questo il piacere effimero del poeta.
Raffinatezze
estetiche
intorno
ai lineamenti affinati
delle
apparenze,
librano
forti sensazioni
evase
dai sogni.
La
bellezza estenuante
di
un cielo calmo
che
scioglie i sensi.
Luccica
azzurrando
la
luna trasparente
in
un fresco giorno.
Ed
io mi volgo
a
viso alto
baciando
il cielo,
mentre
il vento
mi
accarezza il volto.
Il
momento di abbandonare
il
mondo è giunto,
volo
fantasticando
immerso
in un azzurro fluido
e
raggiungo il mio paradiso
nel
luogo della poesia.
MATTINO
Ai
primi fremiti delle palpebre
tutto
è pervaso da un lieve tepore
che
profuma intorno di rinascita;
dolce
sogno subito abbandonato
fra
i rimasugli stanchi di un ricordo
morente
di flebili sensazioni.
Aria
fresca su per le narici e nel cuore,
tenere
melodie chiare d’uccelli
cullano
monotonamente l’illusione;
cascate
verdi su per le montagne,
viali
deserti, autostrade, campagne,
impressioni
disperse tra le immagini calme.
Le
bianche vergini luci del mattino
illuminano
fievolmente le forme,
un
fitto coro di violette
armonicamente
si estende
lungo
il vociato viale alberato,
e
d’un tratto riprendono i sogni.