Emily

 

"Sono nata nel paese dove attualmente vivo, Montecchio –PU-, l’8 gennaio 1959.

Mi sono diplomata ragioniera con risultati discreti, anche se non ho mai esercitato la professione per cui ho conseguito il titolo di studio.

Mi sono sposata giovanissima, ho due figli ed ho sempre lavorato a tempo pieno in un’attività commerciale a stretto contatto con la gente. Il sogno che ancora rincorro è quello di poter pubblicare un giorno un libro.

Ho sempre amato leggere e scrivere, una costante a tratti della mia vita, che mi ha aiutato a crescere, facendomi confrontare sempre con me stessa.

Nel 2002, durante una lunga pausa dal lavoro, sono riuscita a “fermare il tempo” dedicandolo alle mie poesie, che dopo la partecipazione ad alcuni concorsi, non resteranno più solo mie, ma mezzo di confronto anche con gli altri.

Inserita nell’antologia di Candia Lomellina 2002, Premio città di Monza 2002, Fonopoli Parole in movimento 2003, inserita e segnalata Premio Poeti dell’Adda 2002, finalista alla prima edizione Premio Metauro on line (prosa- febbraio 2004); inoltre Maurizio Cucchi nella sua rubrica “scuola di poesia” sullo Specchio del 5 marzo 2004 dice di me: compone trame sottili con cura e acribia, com’è indispensabile in ogni arte. Dispone le sue parole sulla pagina, spezzando il verso nello spazio, caricando di senso il silenzio del bianco…….."

 

 3 nuove poesie pubblicate il 2/4/'04

 

Sotto quale forma

 

 

Sotto quale forma

Vuoi che esista per te?

                     Mi vuoi primula, aquila, farfalla?

                                    O mi vuoi acqua, vento, sole?

                                               O vuoi che sia luna, notte, silenzio?

         Mi  plasmi con le mani dure

         E a volte molli

         Mentre rincorri i tuoi sogni

         Che a caso si scontrano coi miei

Ed io mi sento roccia sterile

Sulla quale è nato un fiore.

 

 

 

 

 

 

 

Il viaggio

 

È un pensiero che vola

impercettibile

aldilà del mio muro

              Raggiunge l’oltre

Mi sono arrampicata

sulla scala dai pioli rotti

              Ho guardato dall’alto

Lo specchio infranto

ha riflesso pezzi di me

              L’acqua ha cerchiato l’immagine

Il sasso l’ha dissolta

              Ho sporcato le mani

     Lo sai

Le ho infangate

              Ho scavato

Ho respirato la terra

dal suo profondo

              dove la vita

              depone il suo scarto

Dove dallo scarto

rinasce la vita

              T’ho guardata curiosa

crosta

              Di traverso

Al limite

              tra il sopra e il sotto

E mi sei piaciuta

              E quel pensiero

Corre nei boschi umidi di muffe

Arranca la montagna

Affonda la palude

              Scorre tra gli zampilli

E trova la sua quiete nella valle

              Come l’acqua indomita del ruscello

              Che muore la sua corsa irrefrenabile

Nel lago fermo in fondo alla cascata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Luce ed ombra

 

 

E mi ritrovo spesso

In quelle condizioni

da cui rifuggo

 

E mi ritrovo

perché ci voglio andare

 

Ricerco il posto tranquillo

dei miei pensieri

Dove l’illumina il sole

e li rende esplosione di gioia

                   Ricerco quel posto

                   so che c’è

                   Come so

                   del velo della notte

Non posso comandare

il tempo o le stagioni

O solo la luce e il buio

 

Accetto luminosità e penombra

 

Così mi siedo e mi rialzo

Aspetto e corro

Mi affanno e mi riposo

 

Diritti e rovesci di una vita

Sfaccettature di luce

Contorni d’ombra.

 

 

 

 

 

 

    Piove

       

 

     Tuona

E il rumore arriva

Da lontano

In quel turbine

Di vento

Che veloce scorre

Via

               Piove

E le gocce sbattono

La finestra

In rigagnoli

Che scivolano

Giù

               Guardo

I vetri che piangono

Senza scomporsi

               Come lampi

               Rivedo le 

               Emozioni

Stille cadenti

Che non

Colpiscono più.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alone di luna

 

 

 

È in notti come questa

 

Quando la luna

Sembra

Non tramontare mai

 

Che i miei pensieri si attorcigliano

Fuggono

Si addensano

 

Il buio accende i ricordi

 

Distratta

Non voglio guardarli

 

Accendo una sigaretta

 

Distratta

Non voglio pensarli

 

Ma è in notti come questa

 

Quando la luna

Sembra

Non tramontare mai

 

Che il mio silenzio

Lacera il tuo urlo

 

Distratta

Aspetto un altro mattino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

          Killer

 

 

             E se guardandoti

              Scoprissi che

                     Sei

             Ciò che non sei

           Ma solo l’illusione

            In cui credevi di

                  Essere

           Che resterebbe di

                    Me

 

         E intanto sull’altare

              I gelsomini

     Hanno lo stesso profumo

               Dei gigli.