Emma Rotini

 

“sono una ex-insegnante di inglese ( scuole superiori ), ho 52 anni, tre figli di cui due maggiorenni e una bambina di 11 anni. Oltre ad occuparmi della mia famiglia, faccio traduzioni, aiuto studenti in caso di necessità (!) , registro opere su nastro per l'associazione del Libro Parlato. La mia casa è piena di "carta", perché tutti e cinque amiamo molto leggere, ognuno ha passioni diverse, per cui più che soprammobili abbiamo ...libri e riviste. Altra mia passione è il ricamo. Credo di avervi detto abbastanza di me, ah , abito a Firenze ma sono marchigiana di nascita, di San Severino Marche per la precisione.”

 

 

 

9 nuove poesie edite il 2/6/04

 

Un parco innevato

 

Solitudine cercata o causata

Soggiunta comunque all’improvviso.

Un parco innevato, arricchito di piante

Dal fusto assai lungo.

Soltanto un abete in un punto preciso

S’innalza a piramide spolverato di fiocchi

Che scesi da poco si sono poggiati

Sui rami aghiformi,

aspettando che un raggio

di sole fugace li muti in gocce cadenti

sul prato ormai giallo.

Di sera un lampione comincia  a brillare

Lasciando alla luce soltanto

Lo spazio occupato in silenzio

Da una panchina, dove invece la neve

Ha formato una coltre uniforme

E intoccata, perché è tanto che

L’uomo non si ferma a pensare.

 

 

 

 

 

Zingarella

 

Dolce fanciulla

Il freddo è pungente,

Tu sei coperta di cose non tue,

A te donate da chi troppo ha,

incurante del fatto

che tu in cerca sei

di un altro calore

che pochi posseggono

e sanno trasmettere.

C’è chi se lo crea

Fingendosi pago,

e chi come te sorride

a chi tende la mano.

Ma il freddo è insistente

E solo la sosta di un’auto in moto

Permette a te, bimba,

Di sporgerti al tubo

Che gas velenoso emana nell’aria,

ma a te sembra proprio un caldo tepore.

 

 

 

 

 

 

 

 

Cavalli al galoppo

 

Cavalli al galoppo

nella valle dell’anima:

il bianco va avanti senza avere un controllo

perché è stato addestrato a restare a quel passo

nello spazio assegnato alla sua fantasia.

L’altro invece è selvaggio nel suo nero mantello

Va al galoppo intriso di passione ed ardore,

sconvolgendo il percorso normale

e lanciando nitriti a criniera volante.

E’ ombroso e bizzarro,

non vuol esser montato,

ma il Buon Senso interviene e riesce a domarlo

riportandolo al passo, almeno per poco.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Resa

 

Jabs ripetuti,

accusati e respinti,

con la sola speranza che sian sempre gli ultimi.

Brevi intervalli

e l’attacco riprende:

è un incontro di boxe

con la vita che picchia.

La difesa è ben pronta, ma l’offesa è maggiore

perché un gancio improvviso

ci fa barcollare,

provocando un tremore

che le gambe poi piega.

Una nebbia ormai fitta vela ogni visione

ed il corpo è ormai a terra

incapace di agire.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Era un attimo

 

Gli occhi si chiudono

La testa è pesante

La mano non stringe

 l’oggetto che tiene.

E’ come viaggiare

In un mondo diverso,

leggeri ed assenti

e senza pensieri.

Ondeggiare in silenzio,

fermarsi, sospesi.

E’ un attimo!

E’ il buio!

Assenza completa!

Ma un rumore improvviso

Fa fare uno scatto

Ed il corpo reagisce

Come pure la mente…

Ritorna la luce

Sollevando le palpebre.

I pensieri riaffiorano

E la penna è ben stretta

Tra le dita piegate.

E’ passato!

Era un attimo!

Era un colpo di sonno!

 

 

 

 

 

 

 

 

Se bastasse una gomma

 

Se bastasse una gomma

A cancellare tutte le umiliazioni

Che si ricevono durante questo viaggio avventuroso,

 

se bastasse una gomma

a ripulire gli strati di odio e rancore accumulati nel tempo

che inaridiscono il cuore,

 

se bastasse una gomma

per risanare le ferite provocate, le cicatrici arrossate

che la nostra mente non vuol dimenticare,

 

allora sì,  che si potrebbe ricominciare a disegnare

sul nostro foglio tornato bianco

dei tratti nitidi senza sbavature.

 

 

 

 

Riflessi sui ponti di Firenze

 

Riflessi dorati sull’acqua ondulata

Come stoffa sgualcita.

Riflessi dei ponti coi loro sostegni

Che fanno un tutt’uno tra il reale e il sommerso.

Mobili ombre di gente

Che indugia a guardare quel sole

Che dà un ultimo sguardo

Prima di declinare dietro i tetti

Rossicci della città vecchia.

E le statue marmoree si coprono

D’ombre ed il loro candore

S’oscura di grigio,

lentamente la notte rimpiazza la sera,

l’atmosfera ora cambia,

niente più luce vera,

ma molteplici occhi che ammiccano

insieme ridonando chiarore

sia ai tetti che ai ponti.

 

 

 

 

 

 

                                                           

 

 

 

                                                                 Contrasti

     

         Incanto estatico

          Sguardo misterioso

           Tinte sfumate

             Tessuti preziosi

               Luci soffuse

                 Suoni armoniosi

                   Dolci sussurri

                     Soffici coltri.

                                                                                                Disagio evidente

                                                                                              Occhiate bieche

                                                                                            Colori oscuri

                                                                                           Ruvidi panni

                                                                                         Buio completo

                                                                                       Rumori indistinti

                                                                                    Grida e mugugni

                                                                                   Duri giacigli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pioverà?

 

Tempo velato, strana atmosfera

Raggi soffusi di un sole un po’ opaco

Soffio leggero, che muove i capelli

Nuvole grigie sfumate d’azzurro

Coprono il bianco che occhieggia insistente.

I campi di fronte sopiti ed asciutti

Aspettano ansiosi di bere e lavarsi.

Le pecore unite son ferme o son sparse

in cerca di fresca insperata verdura.

L’attesa s’allunga,

lo sguardo che indaga

domanda in silenzio se mai pioverà.

E mentre la sera avanza tranquilla

Due nuvole acquose

Si lasciano andare in un pianto dirotto

Che almeno una volta

Arreca esultanza e agognato ristoro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Reazione

 

Inconfessabile reazione

ad un atteggiamento

definito normale.

Parole acerbe

che pur sembrano amabili.

Ti muovi ancora

con cortesia larvata.

In una foga

che non accetta critiche,

donando risa

evulse da singhiozzi.

 

quattro nuove poesie edite, neanche a farlo apposta,  il 4/4/'04

 

Insicurezza.

 

Regina del nostro tempo,

di grande moda oggi,

che di sicuro non v’è più niente.

Le cose iniziano, ma non finiscono,

le persone appaiono e poi svaniscono

i sentimenti fluttuano,

i programmi saltano,

le parole volano e non si fermano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La città di notte.

 

Uno scrigno aperto dove gioielli

D’un bagliore mai visto emergono

Tra tante gemme nere e sinuose.

Sprazzi di luci infinite, innumerevoli,

mobili,  alternate, lontane, allineate,

fantastiche, intermittenti,

che fanno sognare anche i cuori

più freddi e induriti.

E’ un invito a perdersi in questa immensità

Che ogni sera al tramonto

Si ripete magicamente.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ombra come assenza di luce

Nel mio peregrinare continuo

In cerca della meta finale.

 

Ombra come un’altra me stessa

Allungata, proiettata là

Sul marciapiede grigio e deserto.

 

Ombra come lo spettro

Di quello che ero quando felice

Assaporavo la vita.

 

Ombra come apparenza di un’illusione

Quella d’essere ancora amata.

 

Ombra come quella che vedo

Quasi costante sul tuo viso

Ormai scontento e disilluso.

 

Ombra come riparo dai giorni oscuri,

dei sogni infranti

che presto o tardi

ritorneranno pieni di luce.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Perché poetar?

 

Maneggiar la penna

Per imbrattare un foglio

Cercando per un po’

D’evadere dal quotidiano

Ripetersi delle vicende umane.

 

Esercizio sensato

Per non arruginir la mente

Sempre rivolta

A soluzioni

Di terrene incombenze.

 

Versi armonici o rime scomposte,

create all’istante

o meditate nel tempo,

ma sempre col cuore.

 

 

Libera uscita concessa ai sentimenti

Incastonati forzatamente

Come perle candide o scure

Nel giro prezioso della nostra vita.

 

 

 

 

 

 

 

 

otto interessanti poesie edite il 11/2/'04

 

 

Crescere.

 

Mondare l’anima da angosce insulse

E la nostra mente da sogni impossibili

Lasciando sempre che un sottile velo

Di dolce follia e vellutata magia

Ci faccia alzare verso luoghi

Eterei, provocando gaudio

E sorrisi veri.

 

 

 

 

 

 

 

 

La vita in una coppa di spumante.

 

La vita può esser tesa a cose sempre nuove,

innumerevoli esperienze vissute di continuo,

ma non compiute, perché il fattore-tempo

le fa troncare, causando ahimé

la fuoriuscita delle più superficiali

e la definitiva loro interruzione

come la spuma quando trabocca

dal colmo della coppa,

scivolando fuori senza più tornare.

Si vive poi di un solo fisso impegno,

restando fermi sullo stesso posto,

portando avanti ciò per cui si vive

senza tentare mai, così passivamente,

lasciando infine solo un po’ d’alone

sulle pareti del prezioso vetro,

un’ombra immobile e mestamente opaca

in un percorso così poco attivo.

Può esser vista come un grande evento

cosparso sempre da mille fatti nuovi,

alcuni belli, altri deludenti,

ma che ti fanno stare in movimento

con alti e bassi, evolvendo sempre,

assomigliando allora

a quelle bollicine che arricchiscono

e aumentano il gusto dolce o secco

della bevanda leggermente alcolica.

Ma se tu vivi e ti confronti spesso,

pensando a quello per cui poi sei nato,

la tua missione sarà un gran successo

e tanti segni delle labbra tue

resteranno sul bordo della grande coppa,

che hai sorseggiato nei tuoi tanti anni

e che svuotata, passerà ad un altro,

meglio di te? Tu non lo saprai.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Volti.

 

Volti d’un tempo, pieni di rughe,

ciuffi un po’ sparsi con pochi capelli,

candidi, grigi o ancora castani.

Volti sereni davanti alla foto,

ma ombre leggere dei tanti problemi,

che a tutti la vita riserva costanti.

Volti gioiosi di bimbi nel gioco,

allegri ed ingenui, ignari

di quello che domani li aspetta.

Volti un po’ assenti,

distratti dal vento,

che con il suo soffio

riporta ricordi un po’ lieti,

un po’ mesti, di tempi già andati,

di volti scomparsi di cui

in noi rimane soltanto un sorriso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

alibi

 

A rma in tuo possesso, ormai non più segreta.

L ontani sono i tempi in cui tu non la usavi.

I nostri giorni insieme, ricordi ormai remoti.

B ravo sei diventato nell’ignorare sempre

I l mio pensiero teso ad una vita a due!

 

 

 

 

 

 

adolescente 

 

A ncora infantile

D aresti te stessa per non

O scillare tra voglie e doveri

L asciando gli adulti

E tanti coetanei a

S chivare problemi

C he assillano ognuno

E che tu non accetti,

N oncurante del fatto che

Tu sei per i Tuoi un

E nigma continuo e un motivo per vivere.

 

 

 

 

 Orologio

 

 

O ltre ogni sosta consentita

R uota continuamente

O stacolando gli spazi liberi della mente

L asciando sperare di avere ancora tempo

O disperare per quello ormai trascorso.

G irotondo senza sosta

 I llusione di un traguardo da raggiungere

 O nostalgia di lieti momenti che non tornano più.

 

 

 

 

 

 guerra

 

 

G rigi uomini in divisa

U rlano senza ritegno,

E entrando nell’animo affranto,

R ompendo equilibri già fragili,

R ubando ideali e sorrisi

A un popolo ormai alla deriva.

 

 

 

 

 

 

Fotografia

 

F ascino autentico di un quadro reale,

O mbre slanciate durante il

T ramonto,

O scarne figure che sanno di vita vissuta nel

G rigio alternarsi dei giorni

R ubati al destino di ognuno di noi.

A llegri colori di attimi andati

F antastiche storie da raccontare

I ntorno ad un tavolo insieme

A gli amici.