FRANCO BELLINI
UN URLO LONTANO
( Guerra in Iraq )
A te che non conosco e sei lontano
dall'altra parte della terra,
vorrei poter tendere la mano
e allontanarti dall'atroce guerra.
Vorrei
alleviare le tue pene,
sottrarti alla stupida battaglia,
far cessar per sempre le sirene
e il rumor della mitraglia.
Con
te vorrei parlar di cose serie,
dei valori che vengono distrutti
ma tu sei in mezzo
alle macerie
e ti stai battendo contro tutti.
Stai
frugando fra i rottami di cemento
alla ricerca d'un caro tuo parente
le mani in sangue, il cuore in tormento,
stai gridando, ma nessun ti sente.
A
migliaia di chilometri il tuo grido,
è giunto fino a me come il richiamo,
di quel passero che cade dal suo nido,
e che va spegnendosi pian pano.
Che posso fare io, granello di sabbia,
per alleviare il tuo atroce dolore!
poco e niente, ed è questa la rabbia
che mette amarezza nel mio cuore.
8 Aprile 2003 F.B.
Dopo il criminale attacco
dell’undici Settembre
alle
torri gemelle di New-York,
era nell'aria; solo que-
stioni di giorni;
l’ultimatum era stato ormai lanciato ed è
inevitabilmente arrivata.
C'è
chi l'ha chiamata "Guerra giusta" di liberazio- ne
dalla dittatura o la distruzione di presunte armi chimi-
che.
C'è invece chi l'ha definita "Guerra d’interessi"
cioè del petrolio, o di strategica vendetta.
Ma
tutto ciò, che importanza potevano
avere tali definizioni per quei
bambini in mezzo alle macerie, o nei
lettini d'ospedali improvvisati, che fissando le telecamere
con gli occhi
sbigottiti rivolgevano a tutti
noi una sola
ed enigmatica domanda "PERCHÈ ?"
E
a quella domanda, né gli uni né gli altri
hanno saputo dare una risposta . Così loro, quei bambini, si por-
teranno dietro
per tutta la vita, il trauma psichico delle
bombe e della morte.
A
loro è dedicata questa poesia.
F.B.
Se tu non esistessi
cosa ci starei a fare io qui?
e che senso avrebbe la mia vita
senza di te!
Se tu non fossi di questo
mondo,
come potrebbero brillare le stelle?
e chi farebbe giungere fin quaggiù
i caldi raggi del sole?
Se tu non esistessi,
il mare sarebbe uno strato di ghiaccio
e la luna nel cielo sarebbe sempre oscura
poiché è su di te che s’illumina.
La musica è nata, perché
l’hai ispirata tu !
e quando a primavera sbocciano i fiori,
sei tu che le regali il tuo profumo,
mentre le rose, le sue regine,
tentano d’imitare la tua bellezza!
Se tu non esistessi,
il mondo sarebbe eternamente grigio,
perché mancherebbe l’amore
che solo tu esistendo,
hai saputo inventare.
29 Agosto 2003 F.B.
“AMORE” La più bella parola del
vocabolario,
ma forse anche la più difficile da analizzare.
Quando
si è chiesto ad un gran numero di persone
che cosa fosse
per loro l’amore, alcune han così
risposto : “ gioia, felicità, speranza, rispetto” cioè
tutto ciò che fa apparire la vita colorata di rosa.
Mentre
per altri “Amore”vuol dir “sofferenza, de-
lusione, tormento, gelosia,
lacrime amare” e tanti,
tanti altri aggettivi che non fanno certamente bene
al cuore.
Se devo
esprimere la mia opinione, l’Amore è
un’insieme di questi due punti di vista, poiché per
essere completo, questo sentimento ha bisogno di
tutto quanto detto sopra, e cioè, sia il positivo che
il negativo e
ce lo dimostra l’emblema del suo dio
“ Eros”: che sono l’arco
e la freccia.
F.B.
5
Se…non fosse un sogno
per vivere in
armonia, questa breve vita ,
la gioia sarebbe grande nel cuore umano,
da poter toccare il cielo con le dita .
Se tutti
noi ci svegliassimo
un mattino,
rispettando
questa o quella
religione ,
lo proseguiremmo insieme quel cammino,
che conduce al
benessere e alla ragione .
Se facessimo scomparir tutte le bandiere,
per le
quali si sparge sangue sulla terrra ,
potremmo
abbatter moltissime barriere,
e non sapremmo mai più , cos’è la guerra .
Se tutti noi ignorassimo la
parola “ Nemico ”.
la quale induce l’uomo all’odio e al terrore,
incontreremmo più spesso un nuovo amico,
senza badar alla sua etnia o al suo colore .
6
Se in un mondo, dove si vive di tecnologia,
si volesse sopprimer la miseria veramente,
ci sarebbero possibilità e non solo in teoria,
basterebbe toglier
l’egoismo alla gente .
Se
dessimo più spazio
alla letteratura,
migliorando quindi la
nostra ignoranza,
insegneremmo ai giovani a non aver paura,
per il futuro
della loro esistenza .
Se gettassimo i pregiudizi fuor di finestra,
e dessimo più importanza ai nobili valori,
potremmo prender la storia come maestra,
per non commetter di nuovo gli stessi errori.
Se sapremmo eliminar la mela avariata,
prima che le
altre potesse contaminare
ed
infliggere al male
l’ultima stoccata,
perché più niente e nessun possa contagiare,
ALLORA !
Avremmo capito che il
denaro ci ha stregati,
facendoci diventar dei mostri senza cuore !
e, finalmente…. diremmo d’
essere arrivati
a
costruire insieme, un mondo migliore .
4 / 9 / 2000 F.
Bellini
F.B.
Quando
il caso ci mette lo zampino.....
Il bravissimo cantautore Andrea
Cianchi, che
risiede a
Montieri, (Grosseto) un giorno ha trovato
questa mia poesia
pubblicata nella rubrica “ VIVERE IN
TOSCANA”- Gli è
talmente piaciuta che mi
ha telefonato per dirmi se poteva
metterla in musica. Con il mio consenso ne ha fatto una bella
canzone
e quindi mi ha spedito la cassetta, nella quale si tro-
vano
altri suoi brani, dicendomi anche
di aver intenzione di
realizzare altre canzoni con delle mie poesie che gli ho fatto
pervenire. Allora, Buon lavoro
Andrea!!!
Parole, parole, parole
Parole di conforto
al tuo tormento,
preziose più dell'oro e dell'argento.
Parole fortemente amare,
che non potrai dimenticare.
Parole di una
bella canzone,
che riascolti con emozione.
Parole dure che ti fanno male,
poiché vere, ti spezzano il morale.
Parole scaturite dalla
fantasia,
che servono a scrivere una poesia.
Parole dei politicanti per
tutti noi,
promesse prima, delusioni poi.
Parole che conosci a memoria,
perché fan
già parte della storia.
Parole di chi ormai è troppo
vecchio,
per udirle devi tendere l’orecchio.
Parole dolci che saprai
sussurrare,
a chi hai promesso per sempre d'amare.
Parole crociate
"Passatempo culturale",
una va per in giù, l'altra in orizzontale.
Parole mantenute o allora
parole al vento,
le une nobili e rare, delle altre ce ne son cento.
Parole che qui non ho detto,
essendo rimaste nel mio cassetto.
A te trovarne altre e, ce ne son tante,
ti scoprirai così, " Poeta debuttante ".
11 Agosto
2003
F.B.
Chissà se gli animali, oltre ad avere l'intuito
sono dotati anche di un loro linguaggio per capirsi?
Madre
natura ha fatto dono all'essere umano la parola, che poi non sempre, questa viene usata a
buon fine.
Mentre
a volte alcune sono benefiche al nos-
tro morale, altre, possono
far nascere degli screzi
fino al punto di scaturire delle liti anche tra persone
che normalmente s'intendono a meraviglia.
Il
vocabolario è talmente pieno di parole che
difficilmente possiamo dire di conoscerle tutte.
Il paroliere,
lo scrittore, il poeta, l'oratore o il
giornalista, sono tra le persone più dotate per trovare
quelle che fanno più scalpore; poiché è questo il vero
segreto del loro mestiere.
Io ho solo
voluto citarne qualcuna.
F.B.
Molti anni orsono, il grande genio, l’indimenticabile poeta cantautore Jacques Brel, ha dedicato una bellissima canzone ai vecchi (Les Vieux). Quella canzone mi è rimasta impressa
nella memoria, poiché nessuno prima di Lui, aveva saputo trovare le parole adatte a quel sog- getto così delicato. Oggi, pur sapendo di non arrivare mai ad eguagliare quel capolavoro che
ha avuto un
successo strepitoso, ho voluto dedicare anch’io una poesia alle
persone anziane,
a quella generazione che più d’ogni altra ha bisogno di cure e d’affetto.
F.B.
I VECCHIETTI
Sono nati
tanto, tanto tempo fà!
or son vicini a quel tramonto;
s’affievolisce ogni volontà,
e lo sguardo è
un fuoco spento.
Dov’è finita la giovinezza?
qualcun racconta la sua storia
e appar negli occhi la tristezza,
perché il passato, è là in memoria.
Dov’è finito quel bel tempo?
quello dei sogni di gioventù!
Già! se l’è portato via il vento
e sanno ben che non torna più !
Li vedi a volte scoraggiati,
senza più un filo di speranza,
si senton soli, abbandonati
e
messi lì, in qualche stanza.
Come alleviare il suo dolore
per i giorni del suo domani?
Con l’affetto e tanto amore
e poi stringendogli le mani!
Amiamo i nostri vecchiarelli!
regaliamo
loro un bel sorriso,
una carezza ai suoi capelli
e una alle rughe del suo viso.
Monte-Carlo 9 febbraio ’04 F.B.