Daniele Merlini

 

 nato a Cernusco sul Naviglio il 9 aprile del 1979, provincia di Milano. diplomato con maturità scientifica nel 1998 è oggi laureando in Fisica presso l’Università degli Studi di Milano. Ha pubblicato nel 2000 con ElleDiCi di Torino e ISG Edizioni di Vicenza una novella per ragazzi dal titolo “Il Castello dalle Mille Torri”.

 

 

nuove poesie pubblicate il 12\3\'03

Venere

 

Una tenda mossa dal vento…

e tu

lì, nuda

 

 

 

 

 

Le mani

 

Mani colme di silenzio

vecchie, abbracciate

alle lacrime che mi rigano il viso

strette a morsa attorno all’orgoglio

nude di disperazione

sole, mi nascondono il volto.

Mani di marmo e di pece

confondono desideri

stracciano ricordi

estinguono ogni pensiero.

Abbandonate queste mie ossa

mani che non siete mie!

 

 

 

 

Io

 

Davanti a uno specchio, muto

nudo mi fisso gli occhi

non cedo al tremore e alla vergogna.

Cerco in me stesso il nome

di chi mi ha posseduto:

uno solo, nessuno.

 

 

Delicatezza      

 

Mi guardi

con smeraldi preziosi

nel buio.

Meravigliosamente mia

 

 

 

 

 

Poesie molto belle, istintive, sincere.

Pubblicate il 26\11\’02

 

 

 

Oceano

 

Su uno scoglio da lontano

guardo il mare

che mi guarda da lontano

all’infinito.

 

 

 

 

 

 

 

Nebbia

 

Scorgo

  forme, in lontananza,

  senza saperne

il volto.

 

Confondo,                               5

  rami d’albero con

  steli di canne

secche.

 

Perdo

  i colori che                 10

  nella nebbia grigia

sfumano.

 

S’annebbia

  la vista e chiudo

  gli occhi                                 15

nel vuoto.

 

 

 

 

 

Gabbiano

 

L’aria salmastra si sparge

su questi scogli, vicino al porto,

lontano dalla spiaggia: spruzzi

d’acqua e rumore di onde;

la rinsacca del mare, un ululare             5

lontano di una barca…

un gabbiano, bianco, seduto vicino a me.

 

 

 

Sonata muta

 

Don… Don..

Il mio lume

            si è spento

                        quando

            sono andato                             5

a dormire.

Din… Din…

Vuoto

            il silenzio

                        si apre                         10

            nel buio.

Mani

picchiano

tasti

di                                                        15

pianoforte

            senza

                        corde… Din…

Di che

manca                                     20

questa

notte? Forse

di

silenzio?

 

Musica                                                25

senza suono

senza nome.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pensiero

 

Albeggia…

chiaro il sole sparso

tinge di rosa il vetro

illumina la sabbia:

è ora di partire…                                 5

 

 

 

 

 

 

 

 

Veglia notturna

 

Silenzio…

Lascia che ogni parola

se ne vada da sola

per le vie infinite

dove non c’è più nulla.                         5

 

Ho atteso

a occhi chiusi

che ogni cosa si facesse

buia

e lontana.                                                        10

 

Quando vedo le stelle

mi commuovo a pensare

di essere solo.

 

 

Alla sera

 

Immerso nel silenzio

ho lasciato che ogni cosa

andasse via come un fiume

che riversa le sue acque

alla foce, nel mare.                                          5

Ho guardato una rondine

scura come la notte

scendere placida a pelo d’acqua,

tornare a volare verso il cielo

verso il sole al tramonto.                                  10

Le ombre si distendono lunghe,

i colori sfumano all’orizzonte,

di un bianco velato d’azzurro.

Il vento ha scosso gli alberi.

Il silenzio, ancora più forte,                  15

mi ha parlato. Un sorriso lontano

un ricordo profondo. Magia

di un tempo passato.

Odo forti pensieri fremere

in un mare in tempesta!                        20

Una foglia d’acero lenta se ne va…

Ho udito la rondine cantare,

nel vento della sera.