Alessandro Benassi

 

Racconto di Natale ma soprattutto di Compleanno....

 

 

 

Come cade la foglia in autunno,la vedi li che ondeggia,come un cadavere trasportato dalla marea che cambia:su e giu,ma solo se la guardi di lato.Ne cadono tante di foglie,a volte sembra quasi che ci sommergano quando passiamo attraverso un viale alberato,è come se venissimo sommersi,e ci sentiamo soffocare,ci manca l'aria,quell'aria che ci può uccidere.

Camminano tranquille,o cosi mi sembra,non so,io mi sforzo sempre nel capire la gente,ma è difficile sapete;comunque,erano li tranquille,o almeno cosi sembravano.La bambina aveva un nome che riempie il cuore al solo suo suono,aveva un aspetto frizzante e malinconico e sembrava a seconda dell'inclinazione della luce molto più vecchia o ancora più giovane.Insieme a lei camminava una vecchia,era saggia,questo lo potevo notare anch'io,sembrava che ragionasse anche sul passo che stava per compire.Aveva un aria rassicurante,se mi avesse rivolto la parola,sicuramente mi sarei trovato a mio agio,mentre la bimba,si,era bella ma mi incuteva anche un poco di timore.

 

Cosi camminavano tranquillamente,schivando i ciclisti e i jogginisti mattutini,quelli che vedi la mattina quando vai a fare il tuo cazzo di " dovere", e ti chiedi se non hanno niente da fare a giornate oppure se vengono pagati per sudare in quelle tute cosi sintetiche,che prendono fuoco anche per la sola sovraesposizione alla luce solare.Schivando questi mimi inconsapevoli le "nostre" sembrano dirigersi verso la fine.

La fine della pineta,è uno strano luogo,per quelli che provengono da ponente potrebbe sembrare l'inizio,ma non lo è mai.Quando questi  stanno per penetrate dalla fine,vengono colti da visioni reali di altri individui che ne escono e si dirigono verso le loro autovetture o case,che in fondo sono la stessa cosa,e perciò si chiedono se sia veramente l'inizio della pineta oppure la fine.Ma,aimè per loro,è la fine,in quanto questo tipo di cose vanno analizzate da un solo punto di vista,e quello che conta di +  ora come ora è il mio.L'ombra dell'oscurità galoppante stava per tingere le donne;esse non volendo correre per via del detto "chi va piano va sano e và lontano" e avendo paura di essere stuprate o derubate o peggio ancora di scoprire che tutto finisce,anche nell'oscurità,videro una casa,in legno,dall'aspetto accogliente e arabeggiante nonchè favolesco.Atarassicamente,o cosi mi sembrò,aprirono la porta.La signora in quel momento pensò,la bimba sospirò.

 

Entrando trovarono una porta chiusa,la la signora con le sue forcine riusci a forzarla delicatamente,ma la bambina si mise a piangere,e pianse e pianse,per minuti,decennali di durata effettiva.La signora si sentiva in colpa e prendendo le forcine tentò di scassinare il niente."Io non posso pensare"disse tra sè e sè l'infante,la vecchia invece credeva di sentirsi male ma non ne era sicura.La casa era bellissima,tutto era sostanza,niente sembrava messo li per abbellire,per stupire i passanti o i temporanei residenti,ostentava la sua sincerità e per questo era straordinaria,ve lo assicuro.

La signora ebbe dubbi sulla casa e la bambina non riusciva proprio a esistere in quei momenti,sembrava fosse stata presa in ostaggio dalla morte.La casa si sentiva strana per la presenza delle 2,ma queste portavano indubbio calore alle sue spoglie pareti.La matusa,vedendo le pareti polverose,non provava,si chiedeva anzi cosa vi fosse sotto.Girò per mesi,nelle stanze della casa,che a volte sembrava infinita ed altre volte un tetro sgabuzzino iperclaustrofobicheggiante,visse strane avventure e fatti di poco conto,ma un giorno ella trovò uno straccetto e strofinando per riflesso spontaneo le pareti grige,vide arazzi e bellezze inaudite,incredibili,inenarrabili.vere........

 

La ragazzina a quel punto riaffiorò dal nulla nel quale era sprofondata,inglobò la signora,e si tramutò in un nuvola binca su uno sfondo blù.La casa,la bambina e la signora non apparivano più,il mondoltre era intelligibile,non sensibile,ininfluente;e la nuvola volava verso il tramonto,mentre io la salutavo sorridendo con la mano.

 

DORMI

 

 

Il rumore delle macchine che corrono per andare chissà dove, a qualsiasi ora del giorno,anche adesso quando la gente di solito dorme.Dorme nei suoi sogni,a volte tranquilli,a volte tormentati dal giorno seguente,ma alla fine tutti dormono.i sogni stanotte forse saranno piu sereni,domani in fondo è domenica:nessun capo a cui presentarsi,nessun impegno,nessun obbligo...forse...gli obblighi in realtà sono sempre presenti,anke in queste giornate piovose,cosi piovose che il giardino si trasforma in una palude senza vita,ricolma di pesantezza e malattia.lo spazio si riempie di suoni estranei,che dopo qualche minuto trascuriamo,non ci facciamo piu caso.i suoni della solitudine che ti riempiono,ti assorbono ,ti risucchiano in un vortice insensibile,in un dolore quieto.la pioggia che cade su tutto,sui tettuci delle automobili che sfrecciano sulle via.su quelli che scenderanno,su quelli che scrivono.strani parallelismi ci intercorrono,ci fanno dormire mentre altri stanno vivendo forse la migliore notte della loro vita.quello che aprendo la portiera pensa solo a non bagnarsi,quello che mentre fa l'amore,invece, pensa a chi sia.Chi sono gli altri in realta,cosa vogliono,cosa pensano.questa corteccia che repelle,di cui abbiamo bisogno.questa fine che incombe e questo fine latitante.