Andrea Biello
Nato a Roma nel
1975
LA PIANTA DELLE UOVA
Trasformare il mangime in uova, è quello che so fare.
Quando sono nata ho avuto una gran fortuna …..mi hanno
scelto!
Non sono finita nel trita - pulcini, sono stata proprio
fortunata, sono una femminuccia e il lungo nastro che ci trasportava ora ci ha
scaricato.
Siamo tante e facciamo un gran baccano, che strano il
mondo, noi si nasce cosi, come erba,
come sabbia, siamo moltissime.
A dir la verità stiamo un po’ strette ma cosa importa,
l’importante è far baccano.
Quando ero sul nastro che ci trasportava c’erano degli
enormi animali con un camice che sceglievano i fortunati, beh, dovrei dire le
fortunate, perché i nostri fratellini andavano tutti al trita - pulcini.
Non so cosa sia un trita - pulcini a dir la verità non so
neanche cosa siano i pulcini, forse siamo noi, forse ci chiamano cosi quegli animali giganti dal camice bianco.
Non appena sono nata volevo vedere la mia mamma, ma è
subito cominciata la corsa e allora hyuppiiii….. la rincontrerò mi sono detta.
Ora sono qui, è passato molto tempo, ho imparato una cosa
molto importante: fare le uova.
Le uova sono delle cose che produciamo noi ovaiole. Noi
siamo ovaiole, ho sentito quegli enormi animali in camice che parlavano fra
loro e uno di loro ci ha chiamato cosi.
Ha detto che siamo più di un milione qui nel capannone,
ci pensate che cosa potremo fare in cosi tante?
Potremo rivoltare il mondo, potremo organizzarci e
costruire una città solo d'ovaiole, potremmo inondare il mondo con le nostre
uova, con le nostre uova potremmo riempire uno stadio, potremmo farci un lago, un fiume.
Vicino a me c’è una mia amica ovaiola che non mi parla,
lei becca tutto il mangime che ha davanti, una volta mi ha raccontato una cosa
molto brutta.
Lei dice che se noi non facciamo abbastanza uova allora i
giganti con il camice ci portano via e ci mandano ai supermercati. Allora lei
mangia in continuazione e fa più uova possibili – “ finché faccio uova, resterò
qui!” - cosi mi ha urlato un giorno,
quando gli ho detto che la vita nel pollaio mi aveva stancato.
Mi disse che il supermercato è un posto dove altri
animali giganti comprano pezzi d’animali più piccoli. Gli animali più piccoli
siamo noi.
Allora io da quel momento mangio il più possibile e
faccio moltissime uova.
Gli animali giganti con il camice, vengono tutti i giorni
a controllare quante uova abbiamo fatto, se le prendono e ci lasciano altro
mangime da trasformare.
Sapete, noi ovaiole abbiamo un grande potere: trasformare
il mangime in uova.
Nessuno ci riesce solamente noi.
Io ne faccio moltissime, anche se comincio ad essere un
po’ stanca.
Quando gli animali giganti sono venuti a prendere la mia
amica, lei mi ha detto ”addio”.
Non conosco il significato di questa parola, una volta ho
sentito uno di loro dire che Dio è come loro, una volta invece hanno detto che
Dio è un maiale, spero che lei sia andata
dai maiali, perché ho capito che meno gli animali assomigliano ai giganti e più
sono buoni.
Io sto qui oramai da molti mesi, le mie zampe sono molto
stanche, pensate che mi si sono incastrate nel ferro delle nostre casette e non
riesco più a muovermi. Le mie unghie sono lunghissime, mi sembrano sciabole, e
il sotto delle mie zampe sta cominciando a crescere attorno alla rete.
Forse sto diventando una pianta!
A volte quando guardo su in alto attraverso un buco che
c’è nel nostro capannone mi sembra di vedere una luce molto forte, ma diversa
da quella che ogni tanto gli animali giganti fanno comparire, quella luce è una
luce con un colore caldo e pulito.
Più il tempo passa più la luce diventa sempre meno, molte
di noi sono molto arrabbiate con tutte e trovano qualsiasi pretesto per
litigare, per fortuna ci sono le gabbiette che ci separano.
Ho sentito dire che ci sono dei posti dove se litighi ti
tagliano il becco e che fa male e anche molto.
Quei giganti non sanno che il nostro becco non è come le
loro unghie, ma è pieno di nervetti dolorosi…brrrr mi vengono i brividi, per
fortuna che sono un’ovaiola.
Da quando è arrivata la mia nuova amica di gabbia, la
pace è finita, si lamenta sempre dice che non è giusto che noi “galline” si
debba stare chiuse nelle nostre gabbie tutto il giorno e per questo ha deciso
di non fare più uova.
Sono molto ansiosa, se i giganti si accorgono che
facciamo meno uova ci mandano al supermercato e io lì non ci voglio andare,
preferisco fare la pianta nel nostro allevamento che stare in un supermercato a
farmi comprare da quei animali giganti. Mi sono messa intesta che mangerò
ancora di più e che farò più uova , anche per la mia nuova amica che fa lo
sciopero.
Lei è sempre nervosa e mi ha detto che se potesse lei
scapperebbe lontano da qui, che fuori del buco in alto chi sono tante piante e
tanto spazio profumato, non come qui che c’è sempre puzza d’ammoniaca.
Forse ha ragione lei, vorrei vedere tanto cosa c’è dietro
il buco in alto, certe volte un filo d’aria arriva fino al mio becco e posso
sentire degli odori incredibili, non so spiegarli ma sono fantastici, vorrei
correre come feci appena nata sul
nastro trasportatore, vorrei andare nel trita – pulcini per vedere cosa c’è,
sono sicura che i giganti ci nascondono qualche cosa, e poi mi sono stufata di
trasformare il mangime in uova, non ne posso più. Ho urlato forte, l’ho urlato
nelle orecchie delle mie compagne di gabbia, fuori c’è un mondo che noi non
abbiamo mai visto, fuori c’è un odore buono che i giganti ci nascondo per farci
fare le uova e io non le voglio più fare!
La più piccola delle mie amiche, quell’arrivata da poco
ha detto che a lei non importa, lei vuole fare le uova perché non vuole andare
nel supermercato e poi dice che qui ha noi almeno.
Oramai le mie unghie sono troppo lunghe per potermi
muovere e mi fanno molto male, ai giganti non importa niente, li ho visti
prendere delle scatole e infilarci molte di noi. Tutte urlavano, io le ho
viste, loro erano le migliori, quando sono arrivata nell’allevamento erano il
mio modello, facevano moltissime uova e io facevo di tutto per imitarle, ma ora
gli uomini dicono che non sono più produttive. Bugiardi! Loro le uova le sanno
fare ancora meglio di tutte noi.
Le cassette diventarono dieci, poi cento e ancora di più
e quando furono tantissime si apri un portone gigantesco, l’allevamento si
riempi di calda luce del giorno, gli occhi mi fecero molto male e non
potei tenerli aperti per molto tempo,
ma riuscii a vedere le mie compagne con la testa fuori delle cassette che mi
guardavano e strillavano, andavano al supermercato.
Quegli stupidi giganti ingrati, abbiamo fatto sempre
tutto, per loro abbiamo trasformato il loro mangime insapore in uova e ora è
arrivato anche il nostro turno…..
Li ho sentiti dire che la produzione è calata e che è
arrivato il momento di macellarci.
Noi tutte abbiamo pensato che se ci mettessimo a fare più
uova possibili i giganti ci avrebbero lasciate lì con loro e allora ci siamo
sforzate e sforzate ancora, la le mie zampe mi fanno troppo male, le vesciche
oramai sono ovunque, sul mio petto, sulle mie zampe e la carne ora e totalmente
attorno al ferro.
Sono finita in una scatola molto bassa e stretta le piume
delle mie amiche sono ovunque e posso vedere fuori della scatola, se guardo in
alto vedo moltissime mie amiche che urlano, in basso ci sono solamente i nostri
escrementi, che puzza… riesco a vedere le mie amiche che sono rimaste in gabbia
e vorrei salutarle per l’ultima volta, ma siamo troppe e loro non riescono a
riconoscermi, siamo quasi un milione nel nostro allevamento, potremo costruire
una città di ovaiole se ce lo lasciassero fare, potremo correre se solo ci
lasciassero libere.
Il portone si apri e anche io urlai, sapevo che fra poco
sarei andata al supermercato, cercavo di immaginare ma potevo solo urlare,
avevo paura, io e altre mie amiche stavamo cosi strette in queste scatole calde
e puzzolenti che qualche d’una cominciava anche a svenire. Io guardavo fuori e
finalmente potevo vedere il profumo che tante volte avevo immaginato, era
verde, era il profumo dell’erba. La cosa più bella della vita è stato il
profumo dell’erba… e la luce del sole, non li avevo mai visti, ma solo sentito
alcuni racconti, avevo rubato le parole ai giganti per poi sognare
nell’allevamento. Le mie amiche ora sono ancora li, mi dispiace per loro che
non possono vedere la bellezza dell’erba, forse i supermercati non esistono e
questa è la ricompensa per le nostre uova.
Le forze oramai mi mancano, le mie zampe sono troppo
deboli, non ho mai corso e il peso delle mie amiche ora non mi fa quasi
respirare. Sono felice, sono una gallina fortunata, ho visto il sole, ho visto
l’erba che è verde e profumata, le mie amiche piangono ma io non riesco neanche
più a sentirle voglio tenere gli occhi aperti per guardare più cose possibili,
ci sono delle cose bellissime nel mondo, ad esempio ci sono dei pezzi di erba
che crescono sopra pezzi di legno, si
chiamano alberi e sono stupendi, sono verdi e marroni, ho visto il cielo ed è
fantastico, pensate che delle galline più piccole di noi riescono a volare,
sono sicura che anche io ci sarei riuscita se solo me lo avessero lasciato
fare.
Sono molto stanca ma sono contenta di aver visto il
mondo, la prossima volta scelgo il trita - pulcini per vedere dove si va.
C’è chi dice chi i giganti si chiamano uomini e che sono
animali stupidi, ingordi e arroganti, passano il loro tempo a mangiare le
nostre uova, a costruire strade e supermercati dove venderle ad altri uomini.
Cosi non si accorgono di come sono grandi gli alberi e di
com’è profumata l’erba…
A tutti loro, poveri sciocchi, auguro di poter diventare
un giorno, come me, una gallina ovaiola.