Antonella Bartoli

 

 27 anni, vive a Roma da quasi tre anni per finire l'università di Psicologia Clinica, ma è nata a Firenze.

La sua e-mail è : yashara@virgilio.it    

 

 

QUELLA NOTTE ERA LA Più SPLENDENTE

 

  Quale notte era più buia di quella stessa notte?! Le stelle, addirittura,  avevano paura ad uscire e la luna, incredula, continuava a splendere in quel regno di buio,  del quale, essendo stata lasciata sola, ne era la indiscutibile padrona !

  Tutto il colore veniva assorbito dalla sua lucentezza che..però, piano piano, si faceva sempre più scura. La fatica che faceva nel mantenere il suo splendore , senza l’aiuto delle sue compagne stelle era indicibile..e sicuramente di difficoltà carambolica da scrivere!

  Nella lenta corrosione di quel bianco, si spengeva sempre più la notte. Nella cittadina sottostante i tetti delle case, che prima risplendevano alla luce della maestra luna, si facevano sempre più piccoli, scomparivano una dopo l’altra le tegole che li componevano..e cosi i mattoni, la calce, la vernice sui muri…tutta la struttura regrediva, lentamente, ad un qualcosa che non c’era …al niente! E la stessa sorte passò ai tram, alle macchine, i cellulari smisero di squillare impazziti scoppiando in  piccoli fuochi, i computer  si allinearono in file, l’uno accanto all’altro si distesero per terra e, ridendo come bambini si sguainarono in tanti piccoli pezzi volando per ogni dove!

  Tutto si frantumò, e così anche la miriade di vestiti colorati e no, i vasi, i quadri…i mobili si ammassarono l’uno sull’altro costruendo una pila enorme che quasi sembrava arrivare al cielo e i vetri si disposero in grande cerchio per terra! Ogni cosa prendeva possesso della sua anima e l’uomo, sbigottito da tutto ciò, spalancava gli occhi a tutte le metamorfosi che gli passavano davanti e nel mentre si costernava in visione di cotanto spettacolo, sotto i suoi piedi iniziò a liquefarsi il grigio asfalto e a formarsi piccoli vulcani che, come bocche fameliche,  lo ingoiavano soddisfatte!     L’umana gente si conformò alle solite situazioni di spavento disturbando il silenzioso processo con grida convulse…quelle solite voci che arrivano fino agli angoli del profondo! Movimenti impazziti di gambe volanti pizzicavano la fredda terra in trasformazione..

  E così per tutta quella notte…quella buia notte….ma… …ad un tratto la pila di mobili iniziò a prender forma, ogni pezzo si accomodò sopra l’altro, ripetutamente, all’infinito, minuto dopo minuto fino a quando il “quadro” si completò in una miriade di scalini.…le persone ci salirono…tutte, ci salirono e, per la prima volta, si lasciarono comandare!

  Il grigio asfalto fu assorbito lasciando spazio alla incoltivata e soffocata terra,  che fu abbracciata dai piccoli pezzi di computer ricoprendola di verde di cui presero possesso, i fuochi “celluloidi” si trasformarono in  robusti alberi dalla folta chioma, i vestiti colorati in grandi fiori dalle grandi labbra, il vetro in un “specchioso” lago dalla forma varia, come se volesse toccare tutti i lati del paese….e così successe per tutte le cose che erano ammassate in quel favoloso giardino di caos.

  Nel frattempo la gente stava a guardare tutte queste trasformazioni dall’alto dei cieli….chi urlando, chi svenendo per il cellulare perso, chi per il vestito di “quello” stilista….e così altre grida si elevarono…!

  Di colpo, però,  si zittirono. Le scale che fecero salire quelle scalpitanti gambe  si trasformarono in scivolo, in una comoda discesa…e così altre urla  si levarono…ma questa vola di gioia, le nonne con i loro soliti discorsi di “vecchiaia” si gettarono con giovanile spirito…tutto era così magico, le persone si prendevano per mano condividendo quel brivido di cui non avevano paura. Per lunghi minuti si concentrarono nel vivere solo quell’emozione senza guardarsi troppo attorno.

La gente rideva con gli occhi chiusi!

  Quel portentoso viaggio finì con l’abbraccio caldo della natura, dei verdi prati e dei colorati fiori..la natura li stava accogliendo..le case erano sparite ma capanne di petali si erano costruite, strade di terra vergine accoglievano i grandi piedi!

  Grida, grida di gioia si levarono al cielo…quel cielo così buio…ma ogni urlo che cresceva nell’aria d’un tratto si incontrava con qualcosa di duro e, curioso di scoprire cosa c’era dietro  quell’oscurità, si impegnava a lavorare meticoloso , polvere di nero si dissolveva nell’aria scoprendo a poco a poco la  luce che vi si nascondeva…e così riapparvero le stelle!!!!

  Il regno dei cieli si stava di nuovo ricomponendo dei suoi padroni che, come per incanto, si affacciavano un’altra volta al popolo umano con il sorriso.

  Mancava ovviamente all’appello la bianca luna…ma scoperto il segreto fu facile richiamarla e così, grazie anche all’aiuto delle stelle, gli uomini elevarono in cielo un enorme grido..ma questa volta non era un semplice vocalizzo….”GRAZIE!!!”

 

 

La notte continuerà a vivere sopra di noi…così il  cervello continuerà a vivere sopra al nostro corpo!!!!