Christian Briziobello

 

…26 anni…nato a Rieti,profonda provincia alto-laziale…dal conseguimento della maggiore età Roma è diventata la mia matrigna…aspirante sociologo fuoricorso…cinefilo incostante…cinofilo militante nel comitato di liberazione del cane da punkabbestia e freakkettoni…scrivo poesie dal 2001…dal 2003 mi diletto a raccontare frammenti di esistenze sottoforma di racconto…contatti umani: 

 afterthefires@katamail.com

 

 

 

 

ALL I BLEED IS LOVE/SECONDO FUNERALE D’AGOSTO (CORSI E RICORSI STORICI)

 

 

Resta poco di questo amore dai percorsi segnati.”

          MASSIMO VOLUME - Frammento uno, LUNGO I BORDI (1995)

 

 

 

 

 

Il viso di Isabella si insinua nell’incavo che formano, congiungendosi, la spalla ed il collo di Ector. Come a cercare un rifugio che la nasconda alla realtà. Come a cercare un rifugio che le nasconda la realtà. Un mollusco marino al sicuro dentro la sua conchiglia. La luce sintetica proiettata dallo schermo del computer portatile illumina i loro corpi rendendoli simili ad un ologramma. Rendendoli simili a qualcosa che non esiste.

 

 

Your eyes are cold,
I know you'll tell me all.
Not to fall,
I lean against the wall.
I'm on the floor,
not listening anymore.

 

 

“Non so…”

Cosa non sai?”

Sono confusa…”

“Confusa rispetto a cosa?Se mi spieghi magari riesco a capire anche io cosa vuoi dire…”

“Non è facile spiegare…non so se tutto questo sia giusto…io e te, intendo…fino a due mesi fa ero convinta di amare un altro…ed ora invece sono qui…con te…dentro il tuo letto…magari sta accadendo tutto troppo in fretta…”

“E quindi?”

“Non so…stringimi, ti prego…”

 

 

I should have known,
the things to which you're prone.
You cross your arms,
and tell no lies,
a thousand thoughts run through my mind,
a thousand words that I don't need,
I never thought you could do this.

 

 

Il corpo di lei preme, tremante, contro quello di Ector. Cerca quasi di entragli dentro. Come a cercare un rifugio che la nasconda alla realtà. Come a cercare un rifugio che le nasconda la realtà.

“Sto bene…” sussurra Isabella.

“Anch’io…per questo trovo che quello che stai dicendo non abbia senso…”

“Non è così…sto bene, è vero…ma sono confusa…non riesco a focalizzare cosa voglio davvero…forse dovrei stare un po’ sola…forse non vedendo né te né lui, riuscirei a capire…”

“E questa ti sembra una soluzione logica?”

“No…ma non riesco a trovarne altre…aggirandolo, eliminerei il problema…ed una volta eliminato il problema eliminerei di conseguenza anche la necessità di dover trovare una soluzione…”

“Ma che cazzo dici?!non hai mica 10 anni…non puoi passare tutta la vita a fuggire le tue responsabilità…se non li affronti, i problemi prima o poi torneranno…non far finta di non saperlo…”

“Ti ho già spiegato come sono fatta…mi piace pensare che prendendo tempo le cose si risolvano da sole…”

 

 

I should have known,
the things to which you're prone.
You cross your arms,
and tell no lies,
a thousand thoughts run through my mind,
a thousand words that I don't need,
I never thought you could do this.

 

 

“E poi non è solo questo…devo valutare bene se vale la pena di mettermi in gioco a 360 gradi…non me la sento di dirgli che io e te ci frequentiamo…è più forte di me…non ci riesco…”

“Hai paura di perderlo?Non ti rendi conto che continuando così finirai per perdere entrambi?”

“Sono cosciente di quello che sto rischiando…ma non so decidere…non ce la faccio…non riesco a capire cosa voglia lui…”

“Ma cosa cazzo dici?!Quello che vuoi tu non può dipendere da quello che vuole lui…”

“Non so spiegarti…a volte vorrei spaccargli il muso a calci…altre, come ieri ad esempio, stiamo bene come i vecchi tempi…come quando ero sicura di amarlo…”

“Mi sfugge qualcosa temo…cos’è che è successo ieri?”

“Ci siamo visti…”

“E?”

“E niente…”

“Niente non è una risposta accettabile…cos’è successo?”

“…”

“Avete scopato?”

“…Sì…”

Ne ero sicuro, cazzo…lo sapevo…sei solo una stronza…esci da casa mia…immediatamente…sapevi quali erano le condizioni per frequentarci…porta il tuo culo fuori da questa casa…ora…”

“Aspetta…non è come pensi tu…è una situazione complessa…”

“Vestiti ed esci da casa mia.”

“Aspetta…per favore…”

“Ti ho detto di rivestirti e di uscire da questa casa.

 

 

Your eyes are cold,
I know you'll tell me all.
Not to fall,
I lean against the wall.

 

 

Il corpo nodoso di lei scivola dentro il vestito di cotone leggero. In silenzio indossa i suoi infradito e si dirige verso l’ingresso. Dopo qualche secondo torna indietro.

“Ho dimenticato l’accendino…”

“Tieni…” fa Ector porgendoglielo.

“Isabella…è che voglio guardare avanti…e poi…e poi cominciava a piacermi l’idea di fare qualche metro assieme a te…”

“Non so, Ector…non so…” dice lei.

Ed il suo corpo in fuga è già scomparso nel buio oltre la porta.

 

 

 

SOUNDTRACK : KINGS OF CONVENIENCE - Leaning against the wall, QUIET IS THE NEW LOUD (2001)