CONNY STOCKHAUSEN
Conny Stockhausen è nato a Piove di Sacco (PD) e vive a
Sottomarina(VE)
in provincia di Venezia. Ha pubblicato la raccolta di
poesie "La
vertigine di Marilyn" , Edizioni del Leone, 2002. E' possibile entrare
in contatto con l'autore scrivendo a: murillo@libero.it o visitando il
sito www.conny.it
IL PROCESSO
Onora tuo padre e tua madre perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore tuo Dio.
Non uccidere è il quinto comandamento.
Claudio mi ha detto che i fiori ai malati non si portano. I fiori ai malati in ospedale non si portano. Non si portano fiori perché ad un malato in ospedale non fa piacere ricevere fiori. Perché gli fanno credere di essere già morto.
Claudio mi ha raccontato di aver scritto sei o sette libri ma dice anche che non se ne trova più una copia in giro. Gliele hanno fatte sparire tutte. Io gli chiedo chi e perché lui mi dice boh non so. Dice di essere matto io dico che siamo tutti un po? matti e che senza i matti il mondo non ci sarebbe. l?arte.
il cinema.
la musica.
la letteratura.
A questo punto comincia il monologo di Claudio incontrato una domenica di maggio l?ultima domenica di maggio in lungomare di fronte al teatro. Cominciavo piano piano a sospettare che non avesse scritto in realtà nessun racconto o libro. Ma c?era qualcosa di forte, profondo e sincero nei suoi occhi. Puzzava di vino aveva un aspetto trascurato diceva che non era mai riuscito in tutti questi anni a scrivere quello che realmente gli passava per la testa. Non avevo idea di quante macchine da scrivere aveva buttato fuori dalla porta. Sua mamma lo considerava un pazzo furioso uno che nella vita non ha mai combinato niente. Si odiavano. Lei buttava nel cesso tutto quello che Claudio scriveva. Claudio nascondeva tutto. Quella era la sua memoria.
Avete presente quando la mattina ci si sveglia e si ha voglia di spaccare il mondo di cambiarlo e si ha la netta sensazione di riuscire proprio quella mattina a realizzare qualcosa di veramente straordinario. Importante. Poi sapete anche come va a finire. Non riesce niente. E la depressione è più profonda e non la si riesce a fermare.
La vita di Claudio è così.
Mi ha detto di stare attento che se non volevo fare la sua stessa fine - diventare come lui - dovevo andarci piano a non confondere quello che era scrivere con il cuore e con il cervello.
Era il suo problema. Voleva diventare uno scrittore, essere ricordato.
Prima di finire dentro mi disse che gli spettri non fanno rumore quando camminano gli spettri non li puoi sentire.
E che a volte l'unico modo per sconfiggere il male è quello di andargli incontro e se il male si chiama papà allora un giorno ci si alza e gli si spara in fronte.
ero al processo di mia madre,
fermo alla finestra.
quel giorno
racconto pubblicato il 18\1\'03
Avere
un affetto è molto importante, amare una persona altrettanto. Se come me cerchi
queste cose, hai trovato forse la persona giusta. Non importa la bellezza
esteriore, conta molto quella interiore. Sì, come se fosse vero. E allora perché
ci sentiamo così distanti? Sarà il destino che ci ha fatto incontrare. Lo farà,
se non è ancora capitato. Dolce e graziosa, dicono di me che sono carina.
Nubile. Divorziata. Con figli. Sono molto romantica. Sono una
donna dinamica e indipendente, vorrei avere la possibilità di incontrare un
uomo che possa amarmi veramente. Amo molto la vita e l'allegria, sono fedele e
molto dolce. Mi ritengo una ragazza fortunata: ho il mio lavoro che adoro, la
mia famiglia e delle ottime amicizie ma ho anche un piccolo vuoto sentimentale
che vorrei colmare con un uomo gentile, sincero, buono e allegro. Saresti così
la ragazza più felice del mondo, saresti. Ti aspetto, non esitare. Sarai le
lacrime dei miei occhi.
Con sani principi morali. Gli ammiratori non mi
mancano poichè sono una ragazza molto carina. Io posso aggiungere che ho un
carattere estroverso, capace di trasmettere vitalità e gioia di vivere. E
quindi credo non ti interessi affatto che voglio morire. Non voglio aggiungere
altro perchè voglio lasciarti scoprire altre cose quando ci incontreremo. Così
credi. Io non credo più a niente. Fatti avanti. Solare e dotata di sensibilità
e simpatia, amante della compagnia. La compagnia non la sto cercando più da tempo. Ho
delle difficoltà a conoscere un ragazzo che non pensi solo al divertimento, ma
che abbia delle serie intenzioni circa un solido legame affettivo. Primo bacio
attrazione fisica occhi dolci belle parole un fiume di stronzate e poi il
fidanzamento e l’anello per poi pensare al matrimonio i figli i genitori i
parenti il testamento.
Caratterialmente schietta e decisa. Sono
una ragazza molto loquace ed affettuosa. La colpa è solo mia. Ho lasciato
andare troppe cose. Qualcuno dice anche appariscente ma in realtà dietro ad i
miei grandi occhioni neri si nasconde sensibilità e dolcezza.
Cerco l'uomo della mia vita. Calma,
sensibile, molto carina e con un gran sorriso. Sei la donna del Mondo, cosa
stanno aspettando? Perché nessuno ti chiama? Lavoro tra carta e numeri. Così
mi hai detto.
Guardando le onde non faccio che continuare a sbagliare.
L’ispirazione si sta lentamente spegnendo. Sono
passati mille e mille giorni, uno sopra l’altro e ancora ci perdiamo dietro a
queste storie. Forse non cresceremo mai, e questo è il nostro grande dolore.
Che ci portiamo dentro.
Lo puoi sentire. È così
racconto pubblicato il 8\11\’02
nextstopgodless
1.Andarsene non significava
dimenticare. Mi svegliavo ogni mattina alle sei per prendere l’autobus e andare
a scuola vedere le solite facce il solito posto i libri letti di nascosto sotto
il banco per non farmi scoprire aspettavo le undici e con loro l’intervallo una
pizzetta sempre troppo fredda in coda dietro a tutti contavo i giorni che
mancavano al sabato ma poi anche i pensieri più belli diventavano grigi perché
dopo era domenica. Immaginavo cose assurde mi facevo del male e nonostante
tutto riuscivo a mantenere una certa tranquillità le partite a calcio giù al
campo i dischi più strani che facevo ascoltare ai miei amici le ragazze coi
capelli lunghi neri o biondi, non li scorderò mai. Il mio era uno di quei sogni
belli quanto la pioggia il mare e la neve a marzo. Desideravo una marea di cose
ogni giorno una dopo l’altra e sempre diverse rese stupide dagli altri ma per
per me tanto importanti originali uniche, non partire per la gita evitare
l’interrogazione di italiano avere più tempo allungare le giornate baciare
Silvia morire. Mi ricordo quando ero bambino in spiaggia quando ho pestato una
siringa e non capivo a cosa potesse servire la droga quando correvo in bici e arrivavo
sempre ultimo quando mi sgridavano quando l’ho vista per la prima volta.
Non c’era niente di più triste per
me in quel momento in quei giorni adesso.
2.Il vuoto ai miei piedi è un
qualcosa di troppo grande. Non riesco più a nascondermi. L' unica regola da
seguire ma impossibile da rispettare era evitare di complicare la vita tua e di
chi ti sta accanto. Niente ha più importanza e il tempo che ho non mi concede
l’opportunità per pensare a tutte queste cose. Tempo perso. Quel che si era
rotto chi poteva ripararlo. Se nel prima riuscissi a renderti conto cosa
avresti lasciato le cose sarebbero andate diversamente di questo ne sono
sicuro. La cosa più facile da fare in quel momento e forse meno dolorosa e'
quella di isolarsi da tutto e da tutti. Tagliare ogni tipo di amicizia,
polverizzare i ponti che ci legano alla realta' da cui stiamo scappando.
Fingere che tutto va bene e che non sei mai stato meglio prima. Ti trovi cosi'
vicino a toccare il fondo che quando capita sei gia' morto sepolto. E' il primo
o forse unico vero salto verso l' annullamento. Decisi di affidarmi soltante
alle parole e al mio cuore, ma ormai c’ero dentro fino al collo.
Spiegare come ero finito in questo
infinito casino era davvero troppo difficile.
3.E questo è l’inizio o almeno si
dice così in questi casi. Fuori è una bellissima giornata e siamo in estate.
Per me l’estate è l’odore dei palloncini di plastica, del dopo sole e della
pioggia sull’asfalto bagnato è una mamma che ti lascia dormire perché fuori è
luglio e a scuola si torna a settembre. Il sorriso di una ragazza che hai paura
di non vedere mai più e qui tutto torna. Indietro. Dove mi trovo purtroppo non
ci sono né i palloncini il sole la pioggia e manca la cosa più importante, il
suo viso. Non dice niente di nuovo tu sei sempre più stufo ma ci sei dentro
fino al collo. E non è una bella cosa. La sensazione che tutto possa finire da
un momento all’altro è davvero grande, l’intermittenza della luce al neon le
schifezze che non riesce a mangiare la fatica per andare al bagno mi lasciano
precipitare in uno stato di incoscienza totale. Sono sdraiato solo su un letto
e aspetto quel quotidiano bacio dal sapore metallico che potrebbe salvarmi
anche oggi la vita o allontanare ancora per un po’ il mio decesso, questo
dipende dai punti di vista. O forse sono già morto e non lo so. Da tempo.
Non sono più niente.
4.
e ancora sale
sale
sale.
Percepisco una strana calma.
assoluta. Per poi parlare di una fragile riconoscenza. Ritrovarsi, finalmente.
Capire che è il momento buono e che l’occasione ci sta passando accanto.
Pensavo che se qualcosa non ci bruciasse dentro saremmo uguali a tutte le altre
persone. calore avvolgente. Una calma apparente. Non voglio parlare piu'. Non
ci riesco. Il mio respiro si e' fatto pesante. Fatico a star sveglio. Voglio
smettere di respirare.
e così sia
5.
senza fiato
senza lasciare alcuna traccia del
tuo passaggio.
In silenzio aspetto
e continuo a pensare alla tua vita
a quello che è successo
a tutto il resto
ti amo xxx
come mai è stato prima e come mai
più sarà.
Ali d’argento portatemi via.
almeno risparmiatemi tutto questo.