ACID HOUSE - Irvine Welsh

 

le Fenice tascabili

 

da un opuscolo di stampa alternativa leggo: un libro deve frugare nelle ferite, anzi, provocarne di nuove, un libro deve essere pericoloso!

 

se un libro deve essere pericoloso, questo lo è, credo. l'umorismo di welsh è cattivo e ti schiaffeggia. ciò che finisce nelle pagine di welsh, è paragonabile a ciò che entra nelle pellicole di tarantino.

il linguaggio è duro e crudo e non lascia scampo, i personaggi sono zatteranti alla deriva e prossimi al naufragio. il racconto "divisi da un pianerottolo" è il culmine della repressione sessuale e dell'odio verso se stessi: un uomo e una donna, vicini di casa, si masturbano pensando l'una all'altro, ma quando si incontrano sul pianerottolo non riescono a comunicare e si divincolano per l'imbarazzo.  e poi c'è "vecchio tossico di nonna tua", la storia di un tossico dipendente che si reca in una specie di ospizio municipale dalla nonna a rubarle qualche sterlina per farsi un buco, e - qui sta il gioco del paradosso estremo di welsh - ... scopre che la nonna è tossica e spaccia per mantenersi la virtù! 

 

beh!, adesso non chiedetevi perchè l'ha chiamato acid house!

 

l'unica cosa che c'era nella casa erano i topini bianchi. un battaglione, che andavano in giro dappertutto. a john il sordo i topini bianchi gli piacevano tanto. li comprava al negozio di dofo, se li portava a casa e li liberava. quando hanno annusato quello che stava combinando lo stronzo, dopo lo cacciavano via. ma lui non ha fatto altro che darci i soldi a noi per andarglieli a comperare.

 

la casa di john il sordo, da acid house, by irvine welsh.